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RomaCaputMundi2Uno dei narratori italiani più amati del romanzo storico torna in libreria, grazie alla collana “Nuova Narrativa Newton” (Newton Compton), con il primo volume di una nuova saga: Roma Caput Mundi 2. L’ultimo Cesare (2016) di Andrea Frediani.

La scheda di Uruk:

664. L’ultimo Cesare [Roma Caput Mundi 2] (2016) di Andrea Frediani [26 maggio 2016]

La trama:

L’impero è ormai diviso tra due soli imperatori: Costantino in Occidente, suo cognato Licinio in Oriente. Il loro accordo, però, è molto precario, la diffidenza e l’odio reciproco fortissimi. L’inevitabile rottura tra loro non potrà che condurre a una nuova sanguinosa guerra civile, che consacrerà Costantino padrone assoluto dell’impero. Ma in seno alla sua stessa famiglia si consumano tragedie e intrighi che gettano una luce sinistra sulla sua figura, mentre cresce la fama del suo più tenace avversario, l’ex pretoriano Sesto Martiniano, che non si rassegna ad ammainare la bandiera della tradizione di fronte all’avanzata del Cristianesimo e dei barbari. Battaglie cruente, inganni continui e tradimenti: la storia di Roma s’intreccia ancora una volta con le vite di personaggi coraggiosi, passionali, umani.

L’incipit:

Il frastuono di un masso di catapulta che si schiantava su un edificio, fin troppo familiare per un militare di carriera, ricordò a Sesto Martiniano che era sotto assedio. Lanciò uno sguardo sconsolato alla sua amata Minervina, che fissò su di lui l’azzurro oceano dei suoi occhi, sempre splendenti nonostante il dolore provocato dalle doglie, e uscì di casa per accorrere sugli spalti. Mai avrebbe voluto lasciare la donna proprio in quel momento, che entrambi non pensavano sarebbe mai arrivato; ma sapeva bene di poter assicurare un futuro alla propria famiglia più in prima linea che accanto a lei.
Non era sicuro di voler combattere. Se solo fosse stato più rapido a raggiungere l’Oriente, molto probabilmente si sarebbe trovato tra le schiere assedianti, e non rintanato tra le mura di Bisanzio. Ma non poteva neppure lasciar distruggere il posto nel quale si era rifugiato, senza rischiare di finire coinvolto nella rovina della città. Era arrivato da appena un mese, con una compagna in avanzato stato interessante, e l’intenzione di raggiungere i domini del solo imperatore ancora legato ai valori e agli dèi tradizionali, in un mondo che sembrava aver perso il proprio baricentro. Non si riconosceva, Sesto Martiniano, rampollo di un’illustre famiglia senatoria di Roma, nella politica di favoritismo verso cristiani e barbari degli altri due sovrani, Costantino e Licinio. Aveva combattuto strenuamente per difendere il suo mondo, a fianco di Massenzio, il signore di Roma cui aveva concesso piena fiducia; ma sul Ponte Milvio i suoi sogni si erano infranti di fronte alle schiere galliche e barbariche di Costantino, e si era salvato solo grazie all’aiuto di Minervina. Da allora, non aveva fatto altro che peregrinare sempre più verso Oriente, nel tentativo di sottrarsi alle rappresaglie cui il vincitore della battaglia aveva sottoposto chiunque appartenesse al corpo dei pretoriani, che lo aveva avversato fino all’ultimo respiro. Il suo solo cruccio era di non essere morto a fianco dei commilitoni, per la gran parte caduti lungo il Tevere con la fronte rivolta al nemico, trafitti da mille lance
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L’autore:

Andrea Frediani nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è www.andreafrediani.it

L.

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