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0918 - J.F. Straker - La spirale del delittoTrovato su bancarella questo numero d’annata de “Il Giallo Mondadori” con un romanzo di J.F. Straker, in seguito riapparso nella Garden Editoriale.
L’illustrazione di copertina è firmata come sempre dal grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

918. La spirale del delitto (The Shape of Murder, 1964) di J.F. Straker (John Foster Straker) [4 settembre 1966] Traduzione di Renata Forti
Inoltre contiene il racconto: Il sonno è il mio nemico (Sleep is the Enemy, da “EQMM”, febbraio 1966) di Anthony Gilbert

La trama:

Arthur Banning è sparito misteriosamente, e la sua auto viene ritrovata su una strada del Sussex, ridotta a un rottame. Dov’è finito il tranquillo esattore di una società immobiliare? Come mai è andato nel Sussex, dopo aver detto alla moglie che doveva recarsi da tutt’altra parte per ragioni di lavoro? E chi sono le due persone che qualcuno ha visto fuggire dall’auto fracassata e sparire nella notte? Uno degli interrogativi che si pone l’ispettore Kane trova la risposta quando trovano un uomo gravemente ferito, ai margini di una strada campestre e lo portano all’ospedale dove viene identificato per Banning. Ha subito un’aggressione, ma da parte di chi? Perché? Il principale di Banning lo accusa di aver rubato una ingente somma alla ditta : a questo punto gli inquirenti si chiedono se quel denaro non possa almeno spiegare la misteriosa aggressione. Bisognerebbe interrogare Banning, ma questi muore in strane circostanze, e il tenue spiraglio di luce che l’ispettore Kane aveva creduto di scorgere si spegne e sembra non dover mai più apparire. J. F. Straker ha costruito un vero classico del giallo, popolando di personaggi umani, credibili, analizzati con acume psicologico e non senza una punta di humour.

L’incipit:

Arthur Banning scese con passo veloce i gradini della filiale della London and Provincial Properties Limited, canticchiando nervosamente. Giunto sul marciapiede, si fermò per guardarsi alle spalle: il sole era un disco rosso scuro nel cielo già buio e la porta dell’edificio era in ombra. In tutti gli anni di lavoro alla LAPP, aveva salito e sceso quelle scale migliaia di volte, ma non ricordava di averlo mai fatto con emozione; al massimo con una vaga sensazione di fastidio. Quella sera, però, era diverso. Si sentiva turbato e impaurito per quello che aveva fatto, eccitato per ciò che aveva deciso di fare, pieno di dubbi sulle sue possibilità di riuscita. Un uomo non si imbarca facilmente in un’avventura a quarantotto anni, specie quando ha trascorso tutta la vita tra casa e lavoro.
Scacciando dubbi e timori, Banning fece poco dignitosamente marameo all’edificio alle sue spalle e si avviò verso il parcheggio.

L.

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