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Star Trek - Primo contattoTrovato in un Remainder questo numero della “Economica Tascabile“ Fanucci con la novelization dell’ottavo film di Star Trek, firmata dalla celebre romanziera Jeanne Kalogridis che si nasconde dietro lo pseudonimo J.M. Dillard e che ha scritto anche i precedenti tre titoli.
Ricordo che gli Archivi di Uruk hanno paginona apposita dedicata alle novelization.

All’interno viene specificato che:
«I fatti citati in questo romanzo sono strettamente collegati all’episodio della serie originale di Star Trek, Metamorphosis (Guarigione da Forza Cosmica) e al telefilm in due parti della serie Star Trek: The Next GenerationThe Best of Both Worlds (L’attacco dei Borg).»

Inoltre «Si ringraziano per la collaborazione Alberto Lisiero e Gabriella Cordone dello Star Trek Italian Club».

La scheda di Uruk:

50. Star Trek: Primo contatto [Star Trek 8] (First Contact, 1996) di J.M. Dillard (Jeanne Kalogridis) [febbraio 1997] Traduzione di Cristiano Sassetti

La trama:

In seguito alla tragica distruzione della Enterprise-D, la Flotta Stellare decide di varare la nuova nave ammiraglia U.S.S. Enterprise-E. L’equipaggio della vecchia nave si ritrova nuovamente insieme, sotto il comando del Capitano Jean-Luc Picard. Tutto sembra procedere al meglio, ma il Capitano Picard è tormentato da incubi terribili del suo passato, della sua esperienza con i Borg, che alcuni anni anni lo avevano catturato, trasformandolo in Locutus. Adesso che il gruppo è di nuovo unito, riuscirà Picard a intercettare i Borg prima che questi giungano sulla Terra? E quale scopo si sono prefissi questa volta gli alieni-robot? Quali conseguenze dovrà affrontare il Capitano per la sua disobbedienza? E ancora, la nuova Enterprise e il suo equipaggio riusciranno ad avere la meglio contro il nemico più temuto della Federazione? Questi ed altri sono gli interrogativi a cui troverete risposta leggendo il meraviglioso romanzo di J.M. Dillard, basato sulla ottava avventura cinematografica della saga di Star Trek.

L’incipit:

L’apatia era il male più atroce, Picard lo sapeva. Sapeva che un nemico indifferente è da temere più di un avversario il cui cuore brucia intensamente, in balia delle fiamme dell’odio. L’apatia dilagava di fronte a lui in infinite fila di volti di carne e metallo, di corpi inerti, immersi in un oceano di grigio acciaio, sprovvisto di bellezza, privo di arte, senza nessun apprezzamento della vita; c’era solo la tetra voce della Collettività che parlava all’unisono.
Se ne stava in piedi, unico punto vivente di colore nella vasta stanza, circondato da migliaia di celle. In ognuna di esse, nei muri, nel soffitto, nelle paratie, dormiva in posizione eretta e senza sognare, un automa Borg. La sensazione era quella di trovarsi in un grande alveare; eppure sembrava sbagliato paragonare quella caotica e irriflessiva proliferazione di circuiti e condotti esterni alle elaborate ed eleganti strutture ricamate con estrema precisione ed istintività dagli insetti. Gli insetti potevano non essere razionali, ma di certo erano provvisti di un’anima; i Borg al contrario, erano razionali, ma non avevano un’anima.

Star Trek - Primo contatto bigL.

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