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Michele Gazo - Il flagello di RomaNel 2013 Rizzoli pubblica il primo romanzo storico su Brenno, il condottiero celta che riuscì a distruggere Roma. Per la prima volta l’epopea del mitico personaggio viene narrata dal punto di vista dei Celti, ripercorrendo in una trama avventurosa e avvincente le reali fonti storiche.

La scheda di Uruk:

Il flagello di Roma (2013) di Michele Gazo [13 marzo 2013]

La trama:

390 a.C. Quando i celti Senoni giungono nei pressi di una città etrusca alleata di Roma, il legato romano Quinto Fabio Ambusto viola il “diritto delle genti” uccidendo a tradimento il capo supremo dei clan, padre adottivo di Brenno. Per vendicarne la morte, Brenno si spinge fino a Roma con l’intento di chiedere la testa di Ambusto. I Romani rifiutano però di scendere a patti e dichiarano guerra ai Senoni. Ma i Celti, sotto la guida di Brenno, infliggono loro una traumatica sconfitta lungo il fiume Allia e subito dopo si accingono alla più grande impresa della Storia: la conquista di Roma, la città più potente del mondo. Nemmeno Iulia, la bella prigioniera romana che ha stregato Brenno, riesce a farlo rinunciare alla sua vendetta, e soltanto il supremo dictator romano Furio Camillo può tentare di arrestarne la collera. Sarà Brenno a trionfare, consapevole però che un giorno il suo mondo e quello del suo popolo (che vive nel rispetto della natura e in armonia con l’Oiw, la forza universale) saranno destinati a soccombere con l’avanzata della civiltà romana, con i suoi sistemi di potere e le sue degenerazioni.

L’incipit:

L’odore del ferro era ovunque.
Entrava nelle narici, restituendo una sensazione amara, come un assaggio del sangue che di lì a poco sarebbe scorso a fiumi.
Gwennec, fermo a cavallo in prima fila davanti alla distesa dei Senoni, respirava piano, a fondo.
Quell’odore lo riempiva, saturava la sua carne, trasformandolo in un’arma umana incapace di avvertire dolore, paura, pietà. Il brivido metallico gli faceva contrarre i muscoli sotto le fasce di cuoio e tendere gli avambracci nella presa di armi e briglie. L’attesa colmava ogni più piccolo spazio dell’immensa piana che separava lui e i suoi compagni dalle milizie laggiù, di fronte a loro.
E così erano dunque quelli i Romani di cui tutte le genti della penisola italica parlavano, la stirpe che dicevano destinata a regnare sul mondo.

L’autore:

Michele Gazo è nato a Varese nel 1977. Appassionato di storia, tradizioni e leggende celtiche, ha pubblicato nel 2000 il romanzo Il Libro di Thoth (Alfa – Loescher) nella collana iCidilibri (premio Cenacolo 2002), e nel 2008 il saggio I misteri di Varese, edito a fascicoli con il quotidiano “La Provincia” di Varese. Lavora come copywriter.

L.

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