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SAS43Nella sua lunga e onorata carriera, SAS Malko Linge ha affrontato i più grandi cattivi della storia contemporanea e ha incontrato i più grandi personaggi dell’attualità.
Ecco due numeri consecutivi della collana “Segretissimo SAS” (Mondadori).

Le splendide illustrazioni di copertina sono firmate da Victor Togliani.

Le schede di Uruk:

43. Renegade (parte prima) [SAS 183] (Renegade, tome 1, 2010) [luglio 2011] Traduzione di Mario Morelli

44. Renegade (parte seconda) [SAS 184] (Renegade, tome 2, 2010) [agosto 2011] Traduzione di Massimo Caviglione

Le trame:

15 marzo 2010, Casa Bianca superblindata. Il presidente Barack Obama riceve, come da tradizione, i campioni sportivi dell’anno precedente. Ronald Taylor, vicedirettore del Secret Service, è al comando del mastodontico apparato di sicurezza. Nulla può, nulla deve andare storto, giusto? Sbagliato. Un velivolo kamikaze non solo viola lo spazio aereo di Washington ma arriva a schiantarsi a un passo dal Presidente. Hezbollah rivendica l’attentato, ma il capo di Hezbollah si dichiara estraneo. Un maledetto nodo gordiano che soltanto Malko Linge, il Principe delle Spie, sarà in grado di tagliare.

L’attentato suicida contro Barack Obama è fallito per un soffio. Da quel fatale 15 marzo 2010 sul prato della Casa Bianca, la caccia all’uomo è aperta. E il cacciatore è Malko Linge, il Principe delle Spie. A rivendicare l’attacco contro il Presidente americano è stato Hezbollah. Sulle tracce dell’enigmatica Amanda Delmonico, SAS deve muoversi tra Londra, Israele e il Libano. Un gioco d’equilibrio su una tela di ragno sottilissima e mortalmente pericolosa, tra seduzioni e spie pronte a passare da un campo all’altro. Tutto per mettere le mani sui veri responsabili dell’attentato.

Gli incipit:

Renegade1Ronald Taylor uscì dalla sala del Joint Operation Center, al nono piano del palazzo che ospitava il Secret Service, nel cuore di H Street NW, e corse verso l’ascensore. La riunione era durata mezz’ora più del solito ed erano quasi le otto di sera.
Era impossibile sfuggire a quella messa solenne quotidiana. In qualità di vicedirettore del Secret Service, l’organizzazione composta di 3404 agenti che vegliava sulla sicurezza dei presidenti degli Stati Uniti e delle loro famiglie, doveva assistervi fino all’ultimo istante. Il Secret Service funzionava come un meccanismo ben lubrificato, grazie al sostanzioso budget di un miliardo e quattrocentomila dollari l’anno a sua disposizione, ma ogni giornata richiedeva ore di lavoro per accertarsi che niente avrebbe turbato la quiete o messo in pericolo l’unico “cliente” dell’agenzia: il presidente degli Stati Uniti. Al momento, Barack Hussein Obama, quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti.
Nome in codice per il Secret Service: “Renegade”. Con questo i dirigenti dell’agenzia pensavano di creare un anello di protezione supplementare al loro augusto e unico cliente. In realtà si trattava di un’enorme farsa, dal momento che tutti i frequentatori della Casa Bianca conoscevano il nome in codice del presidente.

Renegade2Affascinato, Malko non riusciva a staccare gli occhi dalla commessa bruna della galleria Modem Art Project, intenta a riporre una statuetta nella vetrina.
Quella che aveva appena risposto al telefono quando lui aveva chiesto di Amanda Delmonico.
Alta, slanciata, con lunghi capelli neri che le scendevano a cascata sulle spalle, un bel viso regolare. Da lontano, la si sarebbe potuta scambiare per Amanda Delmonico.
Ma non era Amanda Delmonico, la donna che aveva sedotto il numero due del Secret Service, incaricato della protezione del presidente Barack Obama.
Malko non ci mise molto a comprendere perché rappresentava un pericolo mortale per quelli che avevano organizzato l’attentato contro il presidente degli Stati Uniti.
La donna che aveva visto a Washington, nella galleria d’arte dove lavorava, e che si riteneva si fosse trasferita a Londra, non era la commessa della Modem Art Project, ma una sconosciuta. Di conseguenza c’era una spiegazione per l’omicidio, camuffato da incidente, di Ronald Taylor, giunto nella capitale per incontrare la donna di cui era follemente innamorato: bisognava evitare a ogni costo che incontrasse quella sconosciuta.
Cosa che, ovviamente, avrebbe causato una catastrofe.
Quindi lo avevano eliminato.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

SAS44L.

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