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3145La collana “Il Giallo Mondadori” di luglio (n. 3145) presenta Quella casa nella brughiera di Ngaio Marsh, ventisettesima avventura del suo celebre personaggio Roderick Alleyn.

La scheda di Uruk:

3145. Quella casa nella brughiera [Roderick Alleyn 27] (Tied Up in Tinsel, 1972) di Ngaio Marsh [luglio 2016] Traduzione di Mauro Boncompagni
Inoltre contiene il racconto: Aveva ragione Corto Maltese, di Antonella Mecenero

La trama:

Un’isolata residenza di campagna, un party natalizio, un congruo numero di partecipanti. Gli ingredienti ci sono tutti perché un delitto possa andare in scena. Le probabilità aumentano se il personale di servizio è composto interamente da assassini in cerca di riabilitazione dopo il carcere. La bizzarria della situazione lascia perplessa la pittrice Agatha Troy, invitata a dipingere il ritratto del padrone di casa, soprattutto in considerazione del fatto che è la moglie di Roderick Alleyn, sovrintendente di Scotland Yard. Quando poi il domestico di uno degli ospiti scompare durante i festeggiamenti, l’inevitabile sembra essersi verificato. Facile puntare il dito contro l’insolito staff di ex galeotti, ma è compito di un bravo investigatore non limitarsi all’ovvio e aggiungere alla lista dei sospettati tutti gli altri presenti, senza curarsi troppo della fedina penale. Proprio quello che farà Alleyn, oltre naturalmente a risolvere il caso. Perché lui è qualcosa di più che un bravo investigatore.

L’incipit:

— Quando mio padre — disse Hilary Bill-Tasman unendo le punte delle dita — finì in miseria per gli effetti della Depressione, cominciò a rottamare ferri vecchi. Non le dispiace se gliene parlo, vero?
— Per niente.
— Grazie. E guardi che descrivendo in questo modo le sue attività, non intendo fare dello spirito. Divenne una specie di straccivendolo e si mise in società con mio zio Bert Smith, che aveva già un cavallo e un carretto, oltre a una breve esperienza nel settore. “Zio”, tra l’altro, è un appellativo affettuoso.

L’autrice:

Nata nel 1895, Ngaio Marsh, neozelandese, ha studiato al Canterbury College School of Art e ha lavorato per anni in teatro come attrice, autrice, produttrice e regista, esperienza questa che traspare anche nei suoi polizieschi, soprattutto nel sapiente utilizzo dei dialoghi e nella descrizione di scene e personaggi. L’autrice ha vinto il Grand Master Award nel 1978 ed è scomparsa nel 1982.

L.

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