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CG1386La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di luglio (n. 1386) presenta Dieci incredibili giorni, di Ellery Queen.
Il romanzo è apparso in Italia nel 1950 nel numero 18 della collana “Amena” (Garzanti), con la traduzione di Enrico Hirschhorn e il titolo Dieci giorni di dubbio. Riappare nel 1972 ne “I Classici del Giallo Mondadori” (n. 138) con questa traduzione anonima.

La scheda di Uruk:

1386. Dieci incredibili giorni (Ten Days’ Wonder, 1948) di Ellery Queen [luglio 2016] Traduzione sconosciuta
Inoltre contiene il racconto: Delitto nella casa da tè, di Marco Bertoli

La trama:

È successo ancora. Lo scultore Howard Van Horn si risveglia in un alberghetto di New York dopo l’ennesimo episodio di amnesia. Ha addosso del sangue non suo e i segni di una colluttazione. Forse questa volta, durante il lungo blackout di cui nulla ricorda, ha davvero fatto quello che si aspettava, prima o poi: forse ha commesso un omicidio. C’è però una persona in grado di aiutarlo a risolvere l’enigma di un delitto che potrebbe non essere mai avvenuto, il suo vecchio amico Ellery Queen. Lui lo accompagnerà a Wrightsville, nella dimora familiare del New England dove tutti i segreti giacciono in attesa di chi li riporterà alla superficie. Ed è là che, nel corso di dieci giorni funestati da misteriosi eventi, Ellery affronterà uno dei casi più incredibili nella sua carriera di investigatore.

L’incipit:

In principio fu la vaga sensazione di un’oscurità che gli danzava davanti agli occhi, e di una musica di là da essa, sottile, gaia, indistinta. Ma poi si sgonfiava, precipitava su di lui e, precipitando, si perdeva in suoni così alti da sembrargli di fluttuare nello spazio come un moscerino in una corrente d’aria.
Ogni cosa oscillava. L’uomo ebbe il mal di mare.
Poteva essere un cielo sul mare, una notte atlantica con un’ombra come una nuvola di pioggia e punti tremolanti dove erano le stelle. E la musica poteva suonare sotto coperta e il rullio essere dovuto alle nere onde. Sapeva che era vero, perché quando chiuse gli occhi la nuvola e le stelle scomparvero, mentre il rullio rimase, e così la musica. C’era anche odore di pesce e qualcosa con un sapore complicato, come miele acido. Era interessante, perché ogni cosa era un problema, e l’avere visioni, suoni, odori e sapori di cui preoccuparsi gli dava un senso di nuova importanza, come se prima lui non fosse stato. Era come essere nato su una nave.

L’autore:

Ellery Queen è lo pseudonimo dei cugini statunitensi Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971), che insieme hanno dato vita a una delle firme più prestigiose nella storia del giallo. Il personaggio da loro creato ha raggiunto una vastissima fama come autore di romanzi e racconti, e ha promosso il recupero di opere del passato e la scoperta di nuovi talenti curando antologie e riviste come l’“Ellery Queen’s Mystery Magazine”, per decenni il più importante periodico di narrativa poliziesca al mondo. È stato tra i fondatori dell’organizzazione Mystery Writers of America e ha vinto più volte il premio Edgar.

L.

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