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Special79Il consueto Mauro Boncompagni, colonna portante de “Il Giallo Mondadori”, presenta questo luglio la sua nuova opera di raccolta: il numero 79 de “Gli Speciali del Giallo Mondadori”, dal titolo Delitti in prima pagina.

La scheda di Uruk:

79. Delitti in prima pagina, a cura di Mauro Boncompagni [luglio 2016] Euro 6,90
Introduzione, di Mauro Boncompagni
Gorgo fatale (The Deep End, 1952) di Fredric Brown – Traduzione di Leo Goldschmied
• TRAMA: Un ragazzo muore in un parco di divertimenti. È stato un tragico incidente, a quanto pare. Per il cronista Sam Evans, però, i conti non tornano. C’è un assassino in circolazione, e intende fermarlo prima che colpisca ancora. Evitando se possibile di ritrovarsi immortalato nella rubrica dei necrologi.
Ne uccide più la gola… (Table d’Hôte, 1977) di Douglas Clark – Traduzione di Diana Fonticoli
• TRAMA: Daphne Bymeres è morta dopo una cena fra buongustai. Forse per avvelenamento, anche se dall’autopsia non risultano sostanze letali. Cause naturali, allora? Difficile crederlo per il sovrintendente Masters e l’ispettore Green, soprattutto quando tra gli invitati c’è chi avrebbe desiderato che accadesse.
Giovedì mi ucciderai (Fletch, 1974) di Gregory Mcdonald – Traduzione di Simonetta Cattozzo
• TRAMA: È l’ingaggio del secolo per Fletch: uccidere un famoso manager, su commissione della vittima predestinata. Il giorno prefissato è giovedì, il compenso cinquantamila dollari. Fantastico, se non fosse che Fletch, giornalista, davvero non sa resistere all’istinto professionale di chiedersi che cosa c’è sotto.
Galoppino (Leg Man, da “Dime Detective Magazine”, agosto 1943; “EQMM”, maggio 1945) di Cornell Woolrich – Traduzione di Mauro Boncompagni
• TRAMA: Clint sogna una grande carriera nel suo giornale, anche se per ora deve accontentarsi di andare a caccia di notizie e telefonarle in redazione. Ma quando un uomo viene ucciso e la polizia chiude il caso a tutta velocità, è il suo momento. Perché toccherà a lui indagare per scoprire la verità.

L’incipit dell’Introduzione

Se c’è una cosa che accomuna i giornalisti ai detective è quella che Michel Foucault avrebbe definito, sia pure in un contesto totalmente diverso, la volontà di sapere. Il moderno giornalista investigativo, almeno quello più spregiudicato, non si ferma di fronte a nulla pur di arrivare in fondo alla sua inchiesta, così come il detective, dilettante o meno, è disposto a mettere in gioco la sua incolumità, e persino la sua reputazione, se in ballo c’è la soluzione di un mistero.

L’incipit de “Gorgo fatale”

La stanza dell’“Herald” era tanto calda che ci si sarebbe potuto cuocere un uovo, sebbene l’orologio elettrico appeso al muro segnasse solo le dieci e mezzo.
Le dieci e mezzo di un sabato mattina del mese di luglio, vigilia di una settimana di ferie.
In alto, sul soffitto, una mosca stava facendo un rumore infernale. Il suo ronzio mi sembrava più fragoroso del ticchettio occasionale delle macchine da scrivere. Levai lo sguardo e vidi una grossa mosca cavallina che volava senza meta, descrivendo dei circoli.

L’incipit di “Giovedì mi ucciderai”

— Come si chiama?
— Fletch.
— Qual è il suo nome per intero?
— Fletcher.
— E il nome di battesimo?
— Irwin.
— Cosa?
— Irwin. Irwin Fletcher. La gente mi chiama Fletch.
— Irwin Fletcher, ho una proposta da farle. Le darò mille dollari solo per ascoltarla… Se decide di rifiutare, prenda i mille dollari, se ne vada e non dica ad anima viva che ci siamo parlati. Che gliene pare?

L’incipit di “Galoppino”

Aveva tutto disposto davanti a sé, ordinatamente, come una rampa di scalini. Il primo passo sarebbe stato la firma in fondo a un articolo. In fondo a tutti i suoi pezzi. “Clint Burgess.” Magari tra un anno. Ma forse anche fra tre mesi. Poi una rubrica tutta sua, con una foto che lo ritraeva nel piccolo riquadro in alto. Nel frattempo, avrebbe già superato la trentina. Poi ancora redattore capo, il posto che adesso era di Herrick. E, a quel punto, sarebbe stato sulla quarantina. Di lì avrebbe dato la scalata alla carica di direttore responsabile. Infine, lo scalino più alto: proprietario dell’intero giornale. Sarebbe stato vecchio quando gli fosse riuscito quel colpo, diciamo sulla cinquantina, ma non avrebbe messo su pancia come l’attuale proprietario, non si sarebbe fatto ridere dietro sui campi da golf, non avrebbe trattato il personale in modo disumano…

L.

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