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ClassiciORO06Con l’estate arriva la collana stagionale “I Classici del Giallo Mondadori ORO“, che questo luglio con il numero 6 presentano Delitto in prestito e altre storie, un’antologia di quattro romanzi brevi del celebre Cornell Woolrich curata dalla colonna portante della collana Mauro Boncompagni.

La scheda di Uruk:

6. Delitto in prestito e altre storie (Borrowed Crime, 1946), di Cornell Woolrich (ma firmato originariamente come William Irish) [luglio 2016] Traduzione di Mauro Boncompagni
Delitto in prestito (Borrowed Crime, da “Black Mask”, luglio 1939)
Il capo triangolare (The Cape Triangular, da “Detective Fiction Weekly”, 16 aprile 1938; “EQMM”, febbraio 1963)
Agente investigativo William Brown (Detective William Brown, da “Detective Fiction Weekly”, 10 settembre 1938)
Conto inattivo (Dormant Account, o Chance, da “Black Mask”, maggio 1942; “EQMM”, maggio 1953)
Inoltre contiene il racconto: Zezolla, di Diego Lama

La trama:

Dichiararsi colpevoli, da innocenti, può essere molto più pericoloso del contrario. Un insegnamento che Jerome Swanson pagherà a caro prezzo. Lui ha un’ottima ragione per correre il rischio, beninteso: suo figlio è gravemente malato e occorrono subito i soldi per curarlo. Un migliaio di dollari, dice il medico. Come procurarseli, senza avere un lavoro né qualcuno a cui rivolgersi? Impossibile ottenere credito senza garanzie. Ecco allora come: un giornale offre proprio mille dollari a chi fornirà informazioni utili alla cattura di un assassino, perciò a Jerome basterà assumersi la responsabilità del delitto e pretendere il pagamento. Poi penseranno sua moglie e il medico a scagionarlo, una volta provveduto alla salute del bambino. Un piano talmente folle e disperato che potrebbe anche riuscire. Solo che un simile ingranaggio, una volta messo in moto, non si arresterà tanto facilmente, con il suo ineluttabile corollario di sciagure. Perché è un destino inesorabile a dettare il passo, qui come nelle altre storie, dominate dalle angosce e dalle ossessioni che popolano il mondo di Cornell Woolrich.

L’incipit:

Il medico abbassò lo stetoscopio con irritazione. — Nessun miglioramento — sbottò. — E restare qui non lo aiuterà di certo.
Le costole del piccolo sporgevano sotto la pelle come tante spine dalla lisca di un pesce. Il medico si girò verso di lui e gli parlò in tono più gentile di quello che aveva usato con l’uomo e con la donna. — Infilati la camicia, figliolo, altrimenti prenderai freddo. — Diede un’occhiata alla fila di bottigliette di medicinali allineate sopra il letto, puntò il dito in quella direzione e le passò in rassegna con impazienza. — Gettatele via. Al piccolo faranno più male che bene. Le ho esposto la mia diagnosi più di due mesi fa. Bisogna che lo portiate a ovest, dove l’aria è asciutta e il sole caldo. Non posso fare niente per lui; mandandomi a chiamare, sprecate il vostro tempo e il mio.

L’autore:

Cornell Woolrich (1903-1968) è uno dei grandissimi del giallo americano. Nei romanzi e racconti scritti nel corso di un’esistenza travagliata, vivendo per anni rinchiuso negli alberghi di Manhattan, ha saputo come nessun altro innestare sui meccanismi del suspense il senso di solitudine dell’individuo in balia di un mondo spietato e incomprensibile, la disperazione per l’amore frustrato, l’angoscia e il puro terrore, che rappresentano la sua cifra inconfondibile. Si è firmato anche con lo pseudonimo di William Irish.

L.

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