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Hitchcock - Cronache dal patiboloEcco una delle antologie stagionali de “Il Giallo Mondadori” (Mondadori) dell’epoca in cui si chiamavano “SuperGiallo“.
Ricordo la pagina di Uruk dedicata alle mitiche antologie “Alfred Hitchcock Presenta“.

La scheda di Uruk:

9. SuperGiallo Mondadori presenta Primavera Gialla ’97: Cronache dal patibolo (Noose Report, 1966) a cura di Alfred Hitchcock [aprile 1997] Traduzione di Claudio Ciociola
Introduzione, di Alfred Hitchcock
Una casa lontano (A Home Away from Home, da “AHMM”, giugno 1961) di Robert Bloch
Alta marea (High Tide, da “AHMM”, maggio 1963) di Richard Hardwick
Il movente più antico del mondo (The World’s Oldest Motive, da “AHMM”, dicembre 1959) di Laurence M. Janifer
Un ragazzo molto prudente (A Very Cautious Boy, da “AHMM”, luglio 1961) di Gilbert Ralston
Qualcosa di molto particolare (Something Very Special, da “AHMM”, settembre 1965) di Fletcher Flora
Un breve e fedele resoconto (The Short and Simple Annals, da “AHMM”, agosto 1964) di Dan J. Marlowe
Altri amministrano la morte (Others Deal in Death, da “AHMM”, febbraio 1961) di August Derleth
La promozione (The Promotion, da “AHMM”, giugno 1965) di Richard Deming (Max Franklin)
Contenuto: un corpo (Contents: One Body, da “AHMM”, marzo 1963) di C.B. Gilford
Il problema di Ruth (The Trouble with Ruth, da “AHMM”, gennaio 1957) di Henry Slesar
Fai il tuo gioco (Make Your Pitch, da “AHMM”, aprile 1962) di Borden Deal
Le piccole cose (The Little Things, da “AHMM”, luglio 1965) di Ed Lacy (pseudonimo di Leonard S. Zinberg)
Resistenza (Holdout, da “Manhunt Detective Story Monthly”, maggio 1955) di Jack Ritchie
L’odiato estinto (The Late Unlamented, da “AHMM”, settembre 1966) di Jonathan Craig (pseudonimo di Frank E. Smith)

L’incipit dell’Introduzione:

È mio sgradito dovere annunciare che il crimine in America, da lungo tempo in declino, ha raggiunto un punto di crisi dal quale ogni possibilità di ripresa appare dubbia. Le stesse fondamenta del male stanno vacillando. La sovrastruttura del peccato traballa. La malvagità sta perdendo terreno; la depravazione è fuori scena; l’iniquità fuori causa; la turpitudine spacciata. Bisogna alzarsi di buon mattino e lavorare febbrilmente per scoprire qualcosa di più serio di una casuale cattiveria. Le forze delle tenebre hanno chiuso, come si trovava, la valigia e sono migrate verso climi più ospitali. La virtù trionfa; grava su di noi l’età aurea del bene.
Se il lettore dovesse contestare queste asserzioni, non mi resta che rinviarlo alle statistiche presentatemi recentemente da un gruppo di cronisti incaricati di seguire un convegno sull’argomento tenutosi a Heavies’ Haven, una località turistica presso gli Appalachi nello Stato di New York. I fatti, raccolti da un servizio di sondaggio indipendente, parlano con eloquenza in favore della mia tesi. Nel 1940, per esempio, il rapporto dei cattivi rispetto ai buoni era di 3 su 10; nel 1950, di 2,7 su 10; e nel 1960, di 1,9! Le proiezioni per il 1970 danno il sorprendente rapporto di tre quarti di essere malvagio ogni dieci cittadini, tenuto conto delle persone che prestano servizio oltremare.
Un’altra linea di tendenza è offerta dal comportamento irascibile. Tenuto conto dell’effetto Luciano-Dillinger e del gradiente di compensazione Cosa Nostra, otteniamo comunque un declino medio annuo di irascibilità del 3,6%. Decrementi simili possono essere evidenziati per quanto riguarda la corruzione, la perversione e la depravazione.
Soltanto la disonestà e la furfanteria, per ragioni troppo complesse per essere approfondite in questa sintesi, hanno subìto un incremento nel traffico pesante.

L.

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