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Kenneth Lipper - Wall StreetNella mia caccia alle novelization – tutta colpa di Andrea K. Lanza! – ho trovato un titolo che ignoravo, un vecchio n. 87 della collana “Bestsellers” (Mondadori).

Per un approfondimento del film è caldamente consigliato il blog Movies Tavern.

La scheda di Uruk:

Wall Street (Wall Street, 1987) di Kenneth Lipper [gennaio 1988] Traduzione di Roberta Rambelli
– dalla sceneggiatura di Stanley Weiser ed Oliver Stone per il film omonimo di Oliver Stone, con Charlie Sheen, Michael Douglas e Daryl Hannah

La trama:

La storia di un’amicizia tra due yuppie, intessuta di ambizione, mancanza di scrupoli, sete di potere e denaro, cinica assenza di valori. Una vicenda crudele e drammatica, ambientata negli inaccessibili templi dell’alta finanza americana.

L’incipit:

Comportarsi da disonesto fu la cosa più emozionante in tutta la carriera di Bud Fox a Wall Street. La sua discesa nella criminalità incominciò il 15 giugno 1985, sulla scala di una stazione della metropolitana di New York.
Come tutti gli altri giorni feriali, Fox si fermò all’entrata della metropolitana per comprare il “Wall Street Journal”. Lui e l’edicolante pakistano al quale porse cinquanta cent si muovevano tanto rapidamente e meccanicamente in quel rito quotidiano che non si erano mai scambiati una parola in tutti quei tre anni. Poi il giovane comprò una ciambellina alla cannella e un contenitore di caffè da un ambulante in cima alla scala, e trangugiò tutto mentre si avventurava nella stazione cavernosa. La scomodissima corsa dell’ora di punta dall’incrocio fra la 72ª Strada e Broadway fino a Wall Street non bastava a sminuire l’energia e l’entusiasmo di Buddy: «È un ottimo allenamento per la battaglia» pensava soddisfatto.
Buddy indossava l’abito grigio-scuro di Paul Stuart con la sottilissima righina rossa, una camicia bianca, una cravatta di seta rossa e le scarpe nere. Spesso si chiedeva perché per il suo lavoro erano obbligatorie uniformi tanto costose, quando poi il ritmo torrido e le pressioni del lavoro imponevano di togliersi la giacca, rimboccarsi le maniche e allentare la cravatta. «Non sarò certo io a sfidare le convenzioni. Devo adattarmi… per fare strada» si diceva con una scrollata di spalle.

L.

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