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Gialli Sterlina 4Su bancarella scopro una nuova collana dell’epoca “Italian Pulp“, simbolo della grande creatività italiana totalmente cancellata: “I Super Gialli della Sterlina“, diretta dal ben noto editore romano Aldo Crudo.
L’autore sotto copertura è Carmelo Sulsenti.
L’illustrazione di copertina è firmata da Mario Ferrari.

La scheda di Uruk:

4. È scomparsa Barbara Lawrence (Where is Barbara Lawrence?) di Danny Keller [15 maggio 1965] Versione italiana a cura di Carmelo Sulsenti

Nota della redazione:

AI LETTORI
Questa collana di romanzi gialli americani scelti fra i più noti ed affermati autori, ha il pregio di offrire ai lettori, oltre ad una piacevole lettura, la possibilità di una lieta sorpresa… quella cioè di trovare fra le pagine del libro, un buono che dà diritto a ricevere una sterlina d’oro o di carta.
Infatti in ogni numero in vendita saranno inclusi qua e là 15 buoni per la sterlina oro e 15 buoni per la sterlina carta. 30 lettori quindi ogni quindici giorni avranno la gradita sorpresa leggendo, di trovare il regalo.
I nomi dei fortunati saranno resi noti man mano nella penultima pagina dei ns. volumi.
Auguri! Auguri! Auguri!
La Redazione

La trama:

Un nuovo nome viene ad arricchire la schiera brillante di scrittori di questa collezione: Danny Keller. Giovane avvocato già molto noto e apprezzato nell’ambiente forense per alcuni processi clamorosi, dopo aver risolto brillantemente l’intricato caso «Corbett», ha voluto affrontare il giudizio del pubblico come scrittore di romanzi polizieschi. E dalle numerose edizioni che di questo volume sono state stampate in America, è chiaro che il giudizio del pubblico è stato favorevole.
Siamo certi che altrettanto lusinghiero sarà il parere dei nostri affezionati lettori.

L’incipit:

Io, Dan Karvin, trentacinquenne, alto uno e ottanta, occhi verdi e capelli castani, titolare dell’agenzia investigativa Karvin, stavo seduto alla mia scrivania e da dieci minuti continuavo a rivolgermi insulti feroci. E confesso che lo meritavo.
Il motivo di tutto si chiamava Susy Hellen.
Dopo la soluzione del caso Framley, avevo deciso di impiegare la tonda sommetta incassata, per migliorare i miei uffici. Mi ero trasferito in ampi locali che avevo mobiliati a spese mie. Scrivania in noce, poltrone in pelle, schedari metallici. Un incanto! Non mi saziavo di guardarli estasiato.
Teddy, il mio factotum, mi aveva abbandonato. Desiderava seguire la sua vocazione per la musica. Quando Framley era uscito dalle pensioni di stato, dopo aver rischiato di finire sulla sedia, lo aveva preso volentieri nella sua orchestra. Diceva che il ragazzo aveva talento.
Rimasto solo, mi si era affacciata l’idea di rimpiazzare Teddy con una segretaria. Avevo però giurato solennemente a me stesso di non assumere una graziosa figliola.

L.

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