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Lionel White - La mano nella tombaDal fondo di una polverosa bancarella fuoriesce questo splendido numero della collana d’annata “I Libri che Scottano – Suspense!” (Longanesi & C.) diretta da Domenico Naldini: una delle rarissime collane da edicola a presentare veri romanzi stranieri.

Presentazione della collana:

La democrazia è bella ma monotona; i giorni pesano, lo svago è caro, e le acque gassose non bastano ma… la noia è vinta… grazie ai libri che scottano, che reagiscono alla noia provocata da una produzione letteraria sempre più scialba, sempre più monotona e pesante, perché sempre più fredda. Sono libri che vi scottano i sensi, la fantasia, l’anima: perché vi trascinano, sin dalla prima riga, in un mondo di passioni, di violenze e di avventure. Viaggerete e rischierete stando seduti.
“I libri che scottano” non sono opuscoli, né fascicoli che si gettano via, a lettura finita. Romanzi di valore drammatico e letterario duraturo, presentati nella migliore veste editoriale che si possa oggi trovare sul mercato, degni di figurare nella vostra biblioteca. Libri rilegati perché si rileggono.

La scheda di Uruk:

62. La mano nella tomba (Invitation to Violence, 1958) di Lionel White [giugno 1960] Traduzione di Adriana Pellegrini

La trama:

Questa è la storia di un uomo, annoiato della propria squallida esistenza ma non noioso che all’improvviso si trova coinvolto in una rapina con cinque cadaveri e una passione travolgente.
Comparso pochi mesi fa in America col titolo “Invitation to Violence”, il presente volume ha vinto il premio per il più violento Suspense dell’anno.

L’incipit:

Anche trascurando gli aspetti legali della faccenda, il problema rimane. Gerald Hanna è un mascalzone e un criminale? O meglio, è un feroce assassino, un uomo che ha freddamente permesso l’assassinio di un altro allo scopo di impadronirsi della somma di centomila dollari?
O, come sostengono alcuni che erano suoi intimi amici e a cognizione di tutti i particolari della faccenda, Gerald Hanna è soltanto un cittadino intrepido e dotato di spirito civico che ha fatto quel che considerava il proprio dovere?
Sull’argomento, le opinioni sono molte ed è significativo che siano così disparate. Senza dubbio Sue Dunne, coinvolta lei stessa negli avvenimenti, ha una propria opinione. E così la signorina Maryjane Swiftwater che, seppure ignara di quanto accadde, è stata fidanzata con Gerald Hanna per più tempo di quanto non le piaccia ricordare, e lo conosce a fondo.
È una coincidenza che Fred Slaughter si sia trovato dello stesso parere dell’ispettore tenente Hopper. Ambedue questi uomini erano molto interessati al caso, ma in due campi diametralmente opposti.

L.

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