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1269 - SAS, i crociati dell'apartheidTrovato su bancarella questo bel numero della collana “Segretissimo” (Mondadori) nell’epoca della direzione di Mauro Crippa. Protagonista del romanzo è il mitico SAS di Gérard de Villiers, di cui ho schedato l’intera bibliografia italiana.
L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1269. SAS: i crociati dell’apartheid [SAS 115] (Les croisés de l’apartheid, 1994) di Gérard de Villiers [18 dicembre 1994] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Il governo americano ha deciso di appoggiare Nelson Mandela e di proteggerlo fino a elezioni concluse. Il maggiore pericolo per il leader nero è rappresentato dalla Terza Forza, una misteriosa organizzazione che si oppone all’integrazione dei neri. C’è solo un modo per scoprire chi dirige la Terza Forza: dare 20.000 dollari a un trafficante di armi di nome Littlefield. Il compito di consegnare la somma viene affidato a Malko Linge. Raggiunge Johannesburg, si incontra con il trafficante che però ha già cambiato idea e vuole di più. Ma poco dopo viene ucciso. Malko non ha più una pista da seguire e comincia la sua indagine praticamente al buio. Ma per il principe prima o poi qualche spiraglio di luce si apre sempre e dopo infinite peripezie che mettono a repentaglio la sua stessa vita, arriverà alla verità. Un romanzo di grande attualità. Un SAS che non delude i suoi fans.

L’incipit:

Una Mercedes beige ammaccata e sporca si fermò in Marshall Street, all’angolo con Rissik Street, in pieno centro di Johannesburg. La portiera si aprì e ne scese un negro gigantesco che sfoggiava sulla testa rasata una fascia di pelle di leopardo in cui era infilata una grande piuma azzurra. Era a torso nudo e indossava solo un sottanino marrone, che arrivava fino a metà coscia, e un paio di sandali. Al collo portava una collana di denti di facocero e, alle braccia e alle caviglie, dei braccialetti di perle multicolori. Con la mano sinistra tirò fuori dall’auto uno scudo ovale di cuoio e con l’altra una lancia, che alzò fieramente verso il cielo. Dalla cintura gli penzolava una lunga clava.
Sorpassò Malko e si mise a camminare in fretta sul marciapiede di Marshall Street, intervallando il passo normale con balzi improvvisi e alzando alternativamente la lancia e lo scudo, in una versione cittadina dell’
amaputho, la danza guerresca tradizionale degli zulù.
Raggiunse una folla di parecchie migliaia di zulù, tutti adorni di piume, di pelli di animali, di sottanini di cuoio, armati di lance e clave, che occupavano in tutta la sua larghezza Marshall Street e avanzavano molto lentamente verso est.
In quella città moderna che somigliava spaventosamente a New York con i suoi grattacieli e le strade che si intersecavano ad angolo retto, quella intrusione dell’Africa primitiva, variopinta, rumorosa e brutale, era allucinante.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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