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0862 - Mike Shayne si dà per vintoTrovato su bancarella questo vissuto ma integro numero de “Il Giallo Mondadori“, quando ancora era diretto da Alberto Tedeschi, con una delle avventure del Mike Shayne di Brett Halliday.
Ricordo che ho dedicato una pagina alla bibliografia italiana del personaggio.
Per un profilo del personaggio firmato Halliday stesso, rimando a questa scheda.

L’illustrazione di copertina è firmata, come sempre, da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

862. Mike Shayne si dà per vinto [Mike Shayne 50] (Michael Shayne’s 50th Case, 1964) di Brett Halliday [8 agosto 1965] Traduzione di Antonio Ghirardelli
Inoltre contiene il racconto:
Fine dell’orso-robot (I Always Do What Teddy Says, “EQMM“, giugno 1965) di Harry Harrison

La trama:

Con questo romanzo che narra la cinquantesima avventura di Michael Shayne, il celebre investigatore dai capelli rossi, si celebra il venticinquesimo anno dacché l’autore ha cominciato a scrivere. Qui Brett Halliday si è allontanato ampiamente dalla traccia seguita nei precedenti quarantanove racconti. Questa volta, l’accento è posto sul carattere dei personaggi e sul movente del delitto, anziché sulla intuizione e sulle capacità di deduzione dell’investigatore. Così facendo, Halliday ha creato il più originale, il più raffinato, il più convincente dei suoi romanzi. Coloro che da tempo sono fedeli lettori di questo scrittore non rimarranno delusi, mentre i lettori nuovi scopriranno che una nuova dimensione si è aggiunta ai racconti del mistero e del suspense.

L’incipit:

Erano passate da poco le tre pomeridiane e Marvin Blake sedeva, solo, nella sua stanza d’albergo a Miami, pensando, quasi con disgusto, alla serata che lo attendeva. Forse, al disgusto, era mescolata un po’ di paura, anche se questa era una parola piuttosto forte per definire quel che Marvin provava.
Certo, non provava gioia né entusiasmo, pensando alla notte che lo attendeva. Fino a quel momento, doveva ammetterlo, era stata una conferenza piacevole; ma quello era l’ultimo giorno, e lui era appena tornato in albergo, dopo l’ultima riunione formale, prevista nell’agenda.
Quella notte sarebbe stata destinata alla baldoria; avrebbero abbandonato ogni ritegno, ogni inibizione per fare il diavolo a quattro per il solo piacere di farlo. Infatti, era proprio il genere di notte alla quale la maggior parte dei delegati guardava anticipatamente con gioia ed entusiasmo, e per la quale molti di loro erano venuti alla conferenza.

L’autore:

Brett Hallyday, pseudonimo di Davis Dresser è nato a Chicago nel 1904. Ha cominciato giovanissimo una vita avventurosa, adattandosi ai più disparati mestieri. Nel 1926 si iscrive ad un concorso bandito da una casa editrice. Non vince, ma capisce che il suo vero lavoro è quello dello scrittore. Da allora compone decine e decine di opere e sotto vari pseudonimi si specializza nei western, nelle storie d’amore e nei racconti “sexy”. Il successo gli arride concretamente con i romanzi polizieschi. Nel 1939 con Ipnosi (Dividend on Death) crea l’ormai famosissimo investigatore privato Mike Shayne. I romanzi che hanno come protagonista l’irruento Shayne sono più di una settantina oltre a numerosi racconti e a una rivista che si intitola “Mike Shayne’s Mystery Magazine”.

L.

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