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3146La collana “Il Giallo Mondadori” di agosto (n. 3146) presenta Una fine in lacrime di Ruth Rendell, ventesima indagine dell’ispettore capo Wexford.

La scheda di Uruk:

3146. Una fine in lacrime [Ispettore Wexford 20] (End in Tears, 2005) di Ruth Rendlel [agosto 2016] Traduzione di Giuseppe Costigliola

La trama:

Il corpo della ragazza viene rinvenuto all’alba. Amber Marshalson, diciotto anni, non è rientrata a casa dopo una serata trascorsa fuori con gli amici. Non l’aveva mai fatto prima. È il padre a notare un baluginio in mezzo all’erba, tra gli alberi, e poi la mano con l’orologio bianco al polso. Decesso causato da una serie di colpi inferti al cranio, probabilmente con un mattone, rileva il medico legale. L’ispettore capo Wexford, incaricato del caso, distoglie lo sguardo durante la dissezione del cadavere, gli esami autoptici non lo appassionano. Ma c’è qualcosa che non può non vedere: tra gli effetti personali della vittima ci sono mille sterline, in banconote da cinquanta. Un bel po’ di soldi. Dove li avesse presi e perché li avesse con sé, sta a lui scoprirlo. Così come starà a lui capire quale sia il collegamento con la precedente morte di una donna in un incidente d’auto, provocato da un blocco di cemento che qualcuno ha gettato da un ponte. E nella soffocante calura estiva che opprime la cittadina di Kingsmarkham, più scaverà in profondità e più le sue ricerche porteranno alla luce una verità disturbante. In un mondo che sembra avere smarrito ogni senso morale e ogni speranza.

L’incipit:

Lo zaino che aveva poggiato sul sedile posteriore dell’auto gli sembrò più pesante. Lo mise giù sul soffice terreno ricoperto di felci, quindi tornò indietro per nascondere la macchina in una macchia di rovi, biancospino e piante rampicanti che in quel bosco crescevano copiosi. Giugno volgeva al termine, e la vegetazione era particolarmente fitta e rigogliosa.
Tornò sui suoi passi e si voltò a controllare: l’auto si scorgeva appena. Probabilmente riusciva a vederla solo perché sapeva che era lì. Nessuno ci avrebbe fatto caso. Si accovacciò, issò lo zaino in spalla e si rialzò pian piano. Quel gesto gli evocò un ricordo lontano, gli ci volle qualche attimo per mettere a fuoco l’immagine di lui che si issava il figlioletto a cavalcioni sulle spalle. Gli pareva che fosse trascorso un secolo. Lo zaino era più leggero del bimbo, eppure sembrava più pesante.
Temeva di raddrizzare completamente il busto, perché quel peso sulle spalle poteva fargli perdere l’equilibrio, col rischio di spezzargli la spina dorsale. Era una paura infondata, ma evitò lo stesso di mettersi del tutto diritto. Non ci provò nemmeno. Procedette chino in avanti, con la schiena piegata quasi ad angolo retto. Non doveva fare molta strada. Il ponte distava meno di duecento metri, ce l’avrebbe fatta a camminare in quella posizione. Alla fioca luce del crepuscolo, chiunque da lontano lo avrebbe scambiato per un gobbo.

L’autrice:

Ruth Rendell è nata a Londra nel 1930. Sposata due volte, è vissuta tra Londra e la casa di Polstead, un villaggio nel Suffolk. Ha scritto il suo primo romanzo, Lettere mortali, nel 1964. Oltre ai romanzi polizieschi con protagonista l’ispettore Wexford, la Rendell ha pubblicato una serie di romanzi di grande potenza e forte tensione psicologica. Tra questi La morte non sa leggere (Il Giallo Mondadori, n. 2121), Il volto del peccato (Il Giallo Mondadori, n. 2254), Il mistero della brughiera (Il Giallo Mondadori, n. 2311). L’autrice è scomparsa nel 2015.

L.

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