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Sherlock24Il ventiquattresimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo agosto Sherlock Holmes: il mistero delle api avvelenate di Amy Thomas.

La scheda di Uruk:

24. Sherlock Holmes: il mistero delle api avvelenate (The Detective, the Woman and the Silent Hive, 2014) di Amy Thomas [agosto 2016] Traduzione di Giancarlo Carlotti

La trama:

Non è infrequente che persone in cerca d’aiuto si rechino al 221B di Baker Street. Ma non è cosa di tutti i giorni che a consultare il segugio londinese lì residente sia Irene Adler, la Donna per eccellenza, l’unica ad averlo sconfitto in anni lontani. E di certo è insolito l’episodio che gli sottopone: una strage di api. Eppure è così, gli industriosi insetti che alleva presso il suo cottage di Fulworth sono stati sterminati da un batterio infestante. Una patologia estranea a quella regione, e dunque motivo di fondati sospetti. Come può un ceppo così virulento, originario dell’America, aver contagiato in modo accidentale un alveare laggiù nel Sussex? Forse qualcuno lo ha introdotto di proposito per colpire lei? Sherlock Holmes non esita ad accettare di occuparsi di una questione che, minore all’apparenza, muterà presto in qualcosa di completamente diverso. Perché ad attendere nell’ombra lui e la sua affascinante compagna di investigazioni c’è il sinistro legame con un caso irrisolto del passato.

L’incipit:

— Le api sono morte — annunciai. Non era certo così che avevo progettato di salutare i miei amici all’arrivo, eppure non mi vennero in mente altre parole quando giunsi nel loro appartamento in Baker Street.
— Si accomodi, la prego — disse, gentile come sempre, il dottor Watson, infilandomi una mano ferma sotto il gomito per guidarmi fino a una poltrona accanto all’allegro fuocherello acceso in quel tardo pomeriggio. Ebbi l’impressione che l’appartamento avesse lo stesso identico aspetto del giorno in cui, parecchi anni prima, mi ero fatta passare per una cameriera in cerca di lavoro per riuscire ad accedere alle stanze di Sherlock Holmes, anche se il ricordo era appannato dal tempo trascorso ed era inestricabilmente intrecciato alle descrizioni che ne faceva il bravo dottore nei suoi racconti.
Holmes si era alzato in piedi nel momento stesso in cui la signora Hudson mi aveva fatto entrare nel soggiorno, ma si risedette immediatamente nella poltrona di fronte alla mia. I suoi occhi vivaci e penetranti stavano cogliendo ogni minimo dettaglio del mio aspetto e delle espressioni del viso. Sapevo che stava applicando su di me le sue arti deduttive: in quei pochi secondi apprendeva dove ero stata, come avevo viaggiato, e probabilmente capiva perfino il penoso stato in cui versavano i miei nervi. Ormai mi ero abituata a questo suo modo di fare, perciò non aprii bocca fino a quando ebbe abbassato le palpebre, appoggiandosi allo schienale, a esame concluso.

Extra:

Il volume è impreziosito da un saggio firmato da Luigi Pachì, direttore di SherlockMagazine: Non c’è due senza tre.

«Rieccoci a parlare di Amy Thomas, autrice poco più che trentenne, americana della Florida e fan di Sherlock Holmes fin da bambina. La sua storia prediletta del Canone è L’avventura dei Faggi Rossi, e ama particolarmente il personaggio del dottor Watson; tra gli adattamenti preferiti figura la versione della BBC, Sherlock, ormai divenuta una serie cult di questi anni, sebbene riservi una menzione d’onore anche per la trasposizione del 1959 del Mastino dei Baskerville, in cui Holmes è interpretato dal grande Peter Cushing.
Amy Thomas produce per passione podcast periodici sul mondo di Sherlock Holmes, che si possono ascoltare sul sito delle Baker Street Babes, gruppo di fan formato da sole donne.
In questi anni, a partire dal 2012, la Thomas ha creato una trilogia sherlockiana apprezzata sia dalla critica sia dal pubblico. Dopo i primi due romanzi, Sherlock Holmes e la donna fatale e Sherlock Holmes e il mistero del Sussex, apparsi rispettivamente nei volumi 14 e 20 del Giallo Mondadori Sherlock, eccoci al terzo della serie, che vede il detective e Irene Adler lavorare nuovamente a stretto contatto.»

L.

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