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1233 - SAS Missione SarajevoDallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati questa estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Gian Franco Orsi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1233. SAS: missione a Sarajevo [SAS 109] (Mission Sarajevo, 1993) di Gérard de Villiers [1° agosto 1993] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Nella terra di nessuno, tra bosniaci e serbi, nei pressi di Sarajevo, Djevad Finci, un giovane malvivente che è diventato eroe nazionale combattendo con coraggio contro i serbi, è deciso a lasciare quell’inferno, assieme alla famiglia, a vivere una vita tranquilla in un luogo tranquillo. Ma deve portare a termine il suo ultimo colpo, quello che gli garantirà il benessere economico per il resto della sua vita. L’impresa non è facile. E benché dietro di lui ci siano l’ONU e la CIA, Finci cade in un’imboscata. La missione fallisce e chi se non Malko Unge potrebbe portarla a termine? Ma anche lui rischia la pelle e quando pare che l’obiettivo sia stato raggiunto, un imprevisto manda ancora una volta all’aria la missione. Alla fine uno stratagemma geniale salverà Malko e la situazione.

L’incipit:

Djevad Finci fece un cenno amichevole ai miliziani bosniaci che avevano sistemato il loro posto di blocco all’ingresso occidentale del paese di Butmir, in un vecchio container bucherellato da feritoie improvvisate e protetto da sacchi di sabbia. Una mitragliatrice mg 42 puntava il suo muso nero verso la strada deserta, cosparsa di detriti. Le prime case di Ilidza, un agglomerato serbo e quindi nemico, si trovavano a meno di quattrocento metri. Il tratto di strada si univa con la grande arteria che andava da Ilidza a Stup, sobborgo occidentale di Sarajevo. Fino in città c’era solo una terra di nessuno di case distrutte, di veicoli incendiati o rovesciati, disposti in modo da costringere eventuali mezzi a rallentare l’andatura. C’erano anche delle vetture tramviarie abbandonate. Un container era stato trascinato sotto il ponte stradale di Stup, in modo da rendere ancora più disagevole la circolazione, già molto scarsa: circolavano solo alcuni giornalisti intrepidi e i mezzi blindati dell’Unprofor, cioè le forze d’intervento delle Nazioni Unite, che andavano dall’aeroporto al loro comando situato nel palazzo PTT di Sarajevo, oltre ad alcuni privilegiati che, grazie alle loro conoscenze, erano riusciti a ottenere un cessate il fuoco precario e valido solo per loro.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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