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1632La collana “Segretissimo” (Mondadori) n. 1632 presenta questo settembre Il Ripulitore. La legge del silenzio di Brett Battles.

La scheda di Uruk:

1632. Il Ripulitore. La legge del silenzio [Jonathan Quinn 3] (The Silenced, 2011) di Brett Battles [settembre 2016] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Nel suo mondo non esistono incarichi facili. Lui è quello che entra in azione quando gli eliminatori hanno fatto la loro parte. Si occupa di bonificare scene del crimine, rimuovere cadaveri, insomma di pulizie. La sua tariffa, trentamila dollari la settimana. Ora un nuovo cliente gli richiede tre interventi, la cosa sembra fattibile. Ma mentre il teatro dell’operazione si sposta a Londra, dove bisogna prelevare i resti di un corpo murato da vent’anni dentro un palazzo in demolizione, Quinn finisce sotto il tiro incrociato di due team rivali. A questo punto, chi lavora per chi? E quali sono i veri obiettivi dell’ingaggio? Il guaio è che nel suo mestiere farsi troppe domande non allunga la vita. E riportare a casa la pelle non sarà semplice, una volta invischiato in una trama che si estende da Parigi a Los Angeles, dalla Russia a Hong Kong. Di solito lo pagano per cancellare le tracce altrui, presto gli converrà far sparire le sue. Scherzi del destino.

L’incipit:

Petra consultò il suo orologio.
Le 16.15.
Serrò le labbra, trattenendo a stento un’imprecazione.
Mancavano solo quindici minuti all’ora stabilita per l’imbarco sul volo della Cathay Pacific per New York, e Kolya ancora non si era visto.
Se il ritardo avesse riguardato Mikhail non sarebbe stata così in pensiero. Ma non era Mikhail. Quando era arrivata l’aveva già trovato seduto nell’area di attesa.
No, ovviamente era Kolya. Si era resa conto sin dall’inizio che era troppo giovane, troppo inesperto per venire con loro. Ma purtroppo era l’unico disponibile.
Forse un addetto al controllo passaporti s’era insospettito. I documenti erano ben fatti, ma falsi, e dunque era sempre possibile che scappasse qualche errore. Forse Kolya si era tradito dando manifesti segni di nervosismo. Forse in quello stesso momento era rinchiuso in una stanzetta lì all’aeroporto, e gli uomini dei servizi di sicurezza di Hong Kong lo stavano torchiando per fargli confessare la sua vera identità e per sapere con chi stava eventualmente viaggiando.
Forse dei poliziotti stavano già venendo da lei e Mikhail per arrestarli.
Petra si guardò intorno, ma non vide uomini in divisa venire verso di loro, solo la consueta folla di passeggeri carichi di bagagli che ingannavano in qualche modo il tempo mentre aspettavano anche loro di imbarcarsi.
Non vide però nemmeno Kolya.

L’autore:

Nato e cresciuto nel sud della California, Brett Battles vive e scrive a Los Angeles, pur avendo viaggiato molto: Ho Chi Minh, Berlino, Singapore, Londra, Parigi, Bangkok, che ritroviamo come ambientazioni nei romanzi che vedono Jonathan Quinn come protagonista.

L.

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