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0038Da una bancarella estiva fortunella ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Alberto Tedeschi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

38. Il muro del silenzio [Don Micklem 1] (Mission to Venice, 1954) di James Hadley Chase [20 ottobre 1963] Traduzione di Bruno Just Lazzari
* [Da questo romanzo il film “La spia che venne dall’ovest” (Agent spécial à Venise, 1964) di André Versini, con Sean Flynn e Madeleine Robinson]
Inoltre contiene:
– [I retroscena dello spionaggio] Gli U-boats scomparsi, di Arrigo Petacco
– [Ciak-Secret] Alec Guinness, di Giorgio Tomesani

La trama:

mission-to-veniceJohn Tregarth che un tempo ha lavorato per i Servizi Informativi britannici scompare misteriosamente durante un viaggio in Europa. Viaggio d’affari, si dice, ma quando la moglie di Tregarth si rivolge alle Autorità… prima alla polizia, poi al Ministero degli Esteri e ai misteriosi uffici cui, in passato, faceva capo l’attività di suo marito, si trova di fronte a un muro di reticenze. Sembra che Tregarth abbia commesso qualche azione riprovevole e che le autorità vogliano disinteressarsi della sua sorte. La signora Tregarth, disperata, si rivolge a Don Micklem, un ricco americano dallo spirito avventuroso che conobbe John, durante la guerra. Le vicende rocambolesche alle quali Micklem va incontro, per ritrovare ad ogni costo l’amico di un tempo, formano un racconto denso di emozioni e di suspense. Nonostante la disapprovazione delle autorità britanniche, Micklem sfida una spietata organizzazione politica anti-occidentale, e rende un servizio prezioso, anche se non richiesto, alla Gran Bretagna.

L’incipit:

la-spia-che-venne-dallovestMarian Rigby, una bellissima ragazza bruna, avvolta in un mantello grigio dello stesso colore della gonna con in testa un berretto rosso, percorreva con passo allegro il viale noto col nome di Upper Brook Mews.
I garage che si aprivano sulla via ospitavano le Rolls, le Bentley e le Daimler dei ricchissimi abitanti del quartiere. Gli autisti che abitavano sopra i garage passavano tre quarti del loro tempo libero a lavare e a lucidare le auto.
In fondo al viale, dominata dal retro dell’ambasciata americana, sorgeva una casetta a due piani. I suoi muri bianchi, le persiane verdi, le finestre adorne di gerani e di bugainville, le tende bianche e verdi dall’aria squisitamente mediterranea, attiravano l’attenzione di tutti i passanti. Apparteneva a Don Micklem, miliardario americano sportivo e distinto, le cui attività mondane erano regolarmente citate nelle cronache specializzate di tutti i giornali, riviste e rotocalchi.
Marian Rigby era la sua segretaria particolare e quella mattina era un po’ in anticipo poiché Micklem doveva lasciare Londra a mezzogiorno per andare a trascorrere un mese nel suo palazzo di Venezia.
La ragazza si fermò davanti alla porta del numero 25, per levare dalla borsetta la chiave, e uno degli autisti, che puliva una Rolls inzaccherata, si drizzò e si toccò il berretto.

L’autore:

James Hadley Chase è nato a Londra nel 1906. Spirito indipendente, se ne andò di casa giovanissimo, guadagnandosi da vivere vendendo enciclopedie casa per casa. Nel 1939 scrisse Niente orchidee per Miss Blandish che riscosse un immediato successo. È tuttora il suo romanzo più venduto nel mondo. Da allora, ha dato alle stampe circa cento romanzi, quasi tutti ambientati in America.

L.

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