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1195-sas-insidie-a-zagabriaDallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati questa estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Gian Franco Orsi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1195. SAS: insidie a Zagabria [SAS 104] (Manip à Zagreb, 1992) di Gérard de Villiers [16 febbraio 1992] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene l’articolo: La saggezza di Malko, di Francesco Varanini

La trama:

I moti secessionistici che sconvolgono la Jugoslavia hanno dato vita a gruppi di estremisti: croati da una parte, serbi dall’altra. L’odio fra le due etnie è antico ed è stato rinfocolato dalle vicende della Seconda guerra mondiale, quando i primi si sono schierati con l’Asse, i secondi con i partigiani di Tito. Nella lotta sanguinosa ma leale si inserisce il veleno dell’insidia e del tradimento. E anche per una vecchia volpe come SAS, il principe Malko Linge, è difficile capire da che parte stia la ragione. Lo scoprirà solo dopo aver corso rischi mortali, dopo aver visto morire colpevoli e innocenti, dopo aver avuto contatti con personaggi a volte sinceri, a volte ambigui, fra i quali spiccano una affascinante e giovane ragazza e un francescano godereccio e libertino.

L’incipit:

Cominciò a piovere di colpo, come se un secchio gigantesco fosse stato rovesciato giù dai nuvoloni grigi che correvano dall’Atlantico verso la lunga striscia di terra su cui si allineavano i condominii di Miami Beach. I rari bagnanti continuarono a giocare tra le onde e quelli che pochi istanti prima si stavano crogiolando al sole ancora caldo corsero a mettersi al riparo, abbandonando la lingua di sabbia che si stendeva per molti chilometri.
Boris Miletic si scostò a malincuore dalla ragazza bruna con cui stava flirtando su un asciugamano da bagno. Di lei, Miletic sapeva solo che si chiamava Swesda Damicilovic, che era jugoslava come lui e che lavorava al Fontainebleau, l’enorme albergo rococò che sorgeva in riva all’oceano a poche centinaia di metri di distanza. L’aveva abbordata tre ore prima, col pretesto che lei stava leggendo un quotidiano del loro paese comune. Lo aveva fatto così, tanto per fare. Non la trovava molto attraente con quei suoi capelli dritti, nerissimi, e con quello strano sguardo che pareva non vedere la gente.
Gli aveva fatto pensare a un’araba. Poi la ragazza si era messa a ridere per una spiritosaggine scoprendo dei magnifici denti candidi, e lo sguardo di Miletic era scivolato sui grossi seni imprigionati in un costume troppo piccolo, per risalire poi alle labbra carnose e sensuali. Lo sguardo di Swesda si era illuminato di colpo, attardandosi un po’ troppo sul costume di lana azzurra che lasciava intuire particolari anatomici di tutto rispetto. Capelli neri e corti, muscolatura perfetta, Boris somigliava a uno dei tanti maestri di nuoto che popolavano la spiaggia immensa. A parte l’abbronzatura, dal momento che aveva la pelle ancora disperatamente bianca: si trovava in Florida solo da pochi giorni.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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