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cosmo_aTrovato oggi in edicola il primo numero della collana “Una passeggiata nel cosmo“, costosissima raccolta di volumi della famigerata RBA Italia, esperta nel lanciare infinite collane impossibili da completare se non su abbonamento.
Si tratta della versione italiana di una collezione di libri di saggistica spagnoli incentrati sull’astronomia, non firmati in copertina e dal prezzo molto alto (€ 9,99 a volume): temo che il costo eccessivo sia dovuto ad una copertina rigida e ad una carta patinata pesantissima del tutto inutile dato il soggetto.
La traduzione, non specificata per il singolo volume, risulta curata da Elisabetta Verardi, Giulia Della Giovampaola e Roberta Rambaldi.

La scheda di Uruk del primo numero:

1. La materia oscura. L’elemento più misterioso dell’Universo (potrebbe trattarsi di El lado oscuro del universo, 2010, ma non è riportato) di Alberto Casas [ottobre 2016]

La trama:

Negli ultimi decenni è stato rilevato un tipo nuovo di materia, radicalmente differente da quella tradizionale, che si estende in tutto l’universo. Viene chiamata oscura in quanto risulta difficile rilevarla anche se è presente in quantità molto maggiore rispetto alla materia ordinaria. Assieme alla non meno misteriosa energia oscura, costituisce il 95% del contenuto totale del cosmo. La sua densità è tale che da essa dipende il destino di tutto l’universo. Le ricerche in merito alla sua natura potrebbero aprire orizzonti nuovi aiutandoci a comprendere la realtà.

L’incipit dell’Introduzione:

La scoperta sia della materia oscura sia dell’energia oscura rappresenta uno dei risultati scientifici più rilevanti degli ultimi tempi. Per farci un’idea della loro straordinaria importanza bisogna tener presente che queste due misteriose sostanze costituiscono il 95% del contenuto dell’universo. Il 5% restante è costituito da materia ordinaria, di cui son fatte le stelle, i pianeti, il gas, la polvere cosmica… e anche noi. Fino a non molto tempo fa credevamo che questa materia ordinaria fosse l’unica sostanza a costituire l’universo; ora sappiamo che essa ne rappresenta solo una parte, e anche molto modesta.
La materia e l’energia oscure, tuttavia, non sono importanti solo perché tanto abbondanti; lo sono anche perché
diverse. Le attuali teorie della fisica che si occupa dello studio delle particelle descrivono in modo esaustivo il comportamento e le proprietà della materia ordinaria, ma non sono sufficienti per comprendere l’esistenza e le caratteristiche della materia e dell’energia oscure. Quando saremo in grado di descriverle con precisione, saremo forse in grado di comprendere aspetti nuovi e profondi, forse rivoluzionari, sull’universo.

L’incipit del testo:

La Terra ha una massa di circa 6 x 1024 kg (sei quadrilioni di chilogrammi, un 6 seguito da 24 zeri). Ciò è noto da più di duecento anni, ma come è stato possibile venirne a conoscenza? Certamente non si poteva porre la Terra sul piatto di una bilancia e non si rivelava possibile stimare la densità media della Terra moltiplicandola poi per il suo volume e dedurne quindi la massa.
Sebbene le dimensioni della Terra fossero abbastanza note già ai tempi del greco Eratostene, nel II secolo a.C., non si sapeva ancora nulla sulla sua densità eccetto per quel che concerne la crosta terrestre, che rappresenta una minima parte del volume totale del pianeta. Oggi conosciamo bene l’interno della Terra e possiamo fare una stima corretta della sua densità media, ma secoli fa il suo interno misterioso era pressoché sconosciuto. Vi era addirittura chi la considerava internamente vuota ed era pertanto impossibile fare una supposizione sensata in merito alla sua densità. Com’è stato possibile determinare la massa del nostro pianeta? Il metodo che ci ha permesso di farlo lo dobbiamo allo straordinario ingegno di Isaac Newton e vale la pena ricordarlo.

L’autore:

Alberto Casas è direttore dell’istituto di Fisica Teorica e professore ricercatore presso il Consejo Superiorde Investigaciones Cientificas (CSIC).

Comitato scientifico della collana:

Direttore scientifico: Manuel Lozano Leyva
Uno dei fisici più conosciuti a livello internazionale, noto divulgatore scientifico che vanta numerose pubblicazioni e collabora abitualmente con radio e giornali. È titolare della cattedra di Fisica atomica, molecolare e nucleare all’Università di Siviglia.

Manuel Aguilar Benítez de Lugo
Storico rappresentante della Spagna al Consiglio del CERN. È stato direttore del Dipartimento di fusione e fisica delle particelle elementari presso il Centro di ricerche energetiche, ambientali e tecnologiche che fa capo al Ministero dell’Economia spagnolo.

Roberto Battiston
Professore presso l’Università di Trento e presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Autore di libri divulgativi, che accompagna ad apparizioni sui media e alla presenza in veste di curatore di mostre.

Juan Ignacio Cirac
Direttore della Divisione teorica dell’istituto Max Planck di ottica quantistica. Nel 2013 è stato insignito del premio Wolf in Fisica, ex aequo con Peter Zoller, e nel 2006 del premio Principe delle Asturie per la Ricerca Scientifica e Tecnica.

Bernard Frois
Professore presso l’Università di Utrecht, Illinois, Ricercatore associato al CERN e Direttore della ricerca presso il CNRS, oltre a essere stato Segretario generale per l’energia, i trasporti, l’ambiente e le risorse naturali del governo francese durante la presidenza di Jacques Chirac.

Sheldon Lee Glashow
Uno dei più importanti rappresentanti mondiali della Fisica, è attualmente titolare della cattedra Metcalf della Scienza presso l’Università di Boston. Nel 1979 ha condiviso il premio Nobel con Steven Weinberg e Abdus Salam per i suoi contributi alla teoria unificata delle interazioni deboli ed elettromagnetiche.

Francesco Iachello
Professore di Fisica e Chimica presso l’Università di Yale, è stato più volte candidato al premio Nobel per la Fisica grazie ai suoi studi sulle simmetrie fondamentali nella Fisica nucleare.

Mariano Moles
Direttore del Centro di Studi di Fisica del Cosmo di Aragona e professore presso il CSIC. È stato il principale ricercatore del progetto Alhambra di mappatura cosmica.

Rafael Rebolo
Direttore dell’istituto di Astrofisica delle Canarie e professore presso il CSIC e l’istituto Max Planck di Astronomia. Nel 1995 ha diretto il gruppo che ha individuato la prima stella nana marrone.

Álvaro de Rújula
Dottorato di Fisica presso l’Università Complutense di Madrid e professore presso l’Università di Boston. È stato direttore della divisione Teoria del CERN.

Prossime uscite:

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