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massimo-galluppi-occhio-per-occhioLa Marsilio porta in libreria un nuovo giallo italiano: Occhio per occhio.

La scheda di Uruk:

Occhio per occhio (2016) di Massimo Galluppi [6 ottobre 2016]

La trama:

Napoli, settembre 2013. Tra gli arbusti e i cespugli mal curati che dal lato del mare fi ancheggiano viale Dohrn – a pochi passi dal Circolo del Tennis in cui ha presentato il suo ultimo libro – viene ritrovato il corpo senza vita di Giorgio Cobau, giornalista triestino della Stampa, corrispondente di guerra e specialista dei Balcani. All’altezza del cuore due colpi di proiettile sparati a bruciapelo. Chi l’ha ucciso? E soprattutto, perché? L’inchiesta condotta da Raul Marcobi, capo della squadra omicidi di Napoli, si rivela fin dall’inizio difficile e insidiosa. Le indagini si muovono in più direzioni: dai possibili rapporti tra la mafia slava e quella partenopea, a una tangente pagata per la concessione di un appalto, fino a storie di vecchie e nuove rivalità tra serbi e croati. Il team investigativo batte tutte le piste possibili, scavando in un passato di odio, vendette e oscuri segreti le cui radici affondano nella storia di una Jugoslavia votata alla dissoluzione. Gli sviluppi dell’inchiesta conducono Marcobi dalle strade di Napoli a quelle di Madrid, Belgrado, Roma e Parigi, dove incontrerà uomini e donne che si riveleranno fondamentali per la scoperta della verità: un ex calciatore dalla vita turbolenta, un clochard algerino con la passione per Rimbaud, un prete di periferia di larghe vedute, una giovane serba segnata dalla tragica storia della sua famiglia e del suo paese… Solo al termine di un’indagine estenuante, Marcobi e la sua squadra riusciranno a svelare il mistero alla base dell’omicidio di Giorgio Cobau. La soluzione del caso, però, non sarà priva di ripercussioni.

L’incipit:

L’uomo alto dal volto scavato si fermò un attimo sulla soglia, poi si diresse verso il tavolo tra le due grandi finestre che davano sul Paseo de Recoletos. Diede un rapido sguardo alla sala con le sue pareti rivestite di noce scura, le lampade con i globi chiari, le sedie e i divanetti di velluto rosso. Gli piaceva guardare l’interno del Gijón e le persone che lo frequentavano, molte delle quali conosceva di vista, piuttosto che la gente che camminava sul paseo.
Fece un cenno di saluto all’uomo che sedeva sotto la fotografia di Rafael Alberti, tirò fuori il giornale dalla tasca della giacca, si tolse gli occhiali scuri e cominciò a leggere. Dopo un po’ lasciò perdere le pagine sportive e si concentrò sugli spettacoli. Il cinema, soprattutto i drammi passionali e le commedie brillanti – insieme alle partite del Real e alle ore passate al Gijón – era uno dei passatempi preferiti della sua vita solitaria. Cercò tra le sale che proiettavano vecchi film. Al Cine Doré davano Vogliamo vivere!, un vecchio film di Lubitsch. Pensò che lo avrebbe rivisto volentieri. Guardò l’orologio, erano le sei, aveva tutto il tempo per lo spettacolo delle otto.
Piegò con cura il giornale e lo rimise in tasca; sarebbe tornato alle pagine sportive più tardi, a casa. Si avvicinò il cameriere.
«Buongiorno, signor Martinez, che cosa posso servirle oggi?»
«Buongiorno, Ignacio. Un cappuccino, tiepido per favore.»
Vide il cameriere rivolgersi al tavolo alla sua destra e si mise a osservare le due coppie che lo occupavano. Parlavano in italiano, una delle due donne con un leggero accento francese. Erano disinvolti ed eleganti, di quell’eleganza un po’ trascurata – soprattutto negli uomini – i cui segreti non era mai riuscito a carpire perché non esisteva nel mondo in cui un tempo aveva vissuto. Cercò di afferrare cosa dicevano, ma parlavano a voce bassa, e decise di lasciar perdere.

L’autore:

Massimo Galluppi vive a Napoli. È stato professore di Storia delle relazioni internazionali e di Storia politica e diplomatica dell’Asia orientale presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università “L’Orientale”. Con Marsilio ha pubblicato Il cerchio dell’odio (2014), il primo romanzo della serie dedicata a Raul Marcobi.

L.

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