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1389La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di ottobre (n. 1389) presenta Occhi nel buio, di Margaret Millar, una delle firme più eccellenti del genere mystery.
Il romanzo è apparso in Italia nel 1956 nel numero 54 della collana “Biblioteca Economica Mondadori”, per poi riapparire solo nel 1979 come n. 315 de “I Classici del Giallo Mondadori”: in entrambi i casi sempre con la traduzione di Gabriella Mattea.

La scheda di Uruk:

1388. Occhi nel buio [Ispettore Sands 1] (Wall of Eyes, 1943) di Margaret Millar [ottobre 2016] Traduzione di Gabriella Mattea
Inoltre contiene il racconto:
Vento di scirocco, di Maurizio Polimeni

La trama:

Sulla famiglia Heath grava da sempre un’atmosfera oscura. Densa di cattivi presagi. Prima la morte della madre, per malattia. Poi l’incidente d’auto che ha reso cieca una delle due figlie, Kelsey. La sorella Alice e il fratello Johnny, perfino Philip il fidanzato, vivono con lei e mai avrebbero il coraggio di abbandonarla: è una questione di coscienza… o magari è perché ha ereditato l’intero patrimonio? Certo Kelsey, che crudelmente non perde occasione di addossare loro la colpa della sua disgrazia, non si prodiga per essere benvoluta. Gode nel farli soffrire, parola di Alice, e ha anche qualcosa della strega: dice di vedere un muro di occhi intorno a sé. Gli occhi di chi la spia, di chi la odia, di chi attende la sua morte. Non è pazza, no, è solo un po’ strana. Però un sesto senso deve possederlo davvero. Risulta chiaro a tutti, quando viene uccisa brutalmente in casa. Meno chiaro sarà per l’ispettore Sands come smascherare il suo assassino. E scacciare l’atmosfera oscura che, da sempre, grava sulla famiglia Heath.

L’incipit:

La ragazza e il cane procedevano a passo svelto lungo il marciapiede. La bestia si faceva strada tenendo gli occhi intelligenti fissi davanti a sé. Quando giunsero presso una buca dell’asfalto, la ragazza avvertì attraverso il guinzaglio uno strattone lieve ma deciso, e si spostò per evitarla.
“Mi piacerebbe sapere se ha capito che non sono cieca” pensò Alice.
Il cane si fermò all’angolo, levò il muso al traffico e scese dal marciapiede per attraversare. Alice lo seguì sorridendo leggermente. “È una bestia coscienziosa” pensò. “Fa il suo dovere, ma questo lavoro non deve piacergli.”
Quando ebbero attraversato la strada si chinò e con la mano libera lo accarezzò lievemente sulla testa.
— Sei un buon cane. Bravo, Prince.
La bestia scostò la testa con un gesto di insofferenza e continuò ad avanzare, calpestando le foglie secche.

L’autore:

Margaret Millar (1915-1994), canadese, è una delle grandi autrici del giallo. Trasferitasi negli Stati Uniti dopo il matrimonio con l’altrettanto grande Kenneth Millar, in arte Ross Macdonald, ha firmato romanzi caratterizzati da trame solidamente costruite, alta tensione narrativa e scrittura raffinata. I suoi personaggi ricorrenti sono il legale Tom Aragon, lo psichiatra Paul Prye e l’ispettore Sands. Ha vinto diversi premi, tra cui l’Edgar nel 1956 e il Grand Master nel 1983.

L.

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