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vendetta_romaLa collana Nuova Narrativa Newton (Newton Compton) porta in libreria La vendetta di Roma (2016) di Douglas Jackson.

La scheda di Uruk:

698. La vendetta di Roma [Verre 3] (Avenger of Rome, 2012) di Douglas Jackson [13 ottobre 2016] Traduzione di Rosa Prencipe

La trama:

Roma, 66 dopo Cristo. Gli uomini di Nerone danno la caccia agli ultimi sopravvissuti che hanno preso parte alla cospirazione di Pisone. Eppure, nonostante le vipere siano state eliminate con il ferro e il fuoco, il giovane imperatore, sempre più instabile, sente che il suo potere si sta indebolendo. In Giudea, i ribelli hanno battuto il suo esercito; in Germania le legioni sul Reno sono in agitazione; in Spagna il governatore trama contro di lui. Ma la minaccia più pericolosa arriva da Oriente, dove Nerone teme che il generale Corbulone si stia preparando a marciare contro Roma. Gaio Valerio Verre, eroe di Roma, viene inviato ad Antiochia, ma una volta lì scopre che Corbulone non è affatto interessato a Roma, ma cerca anzi di contrastare la minaccia rappresentata dal re dei Parti, Vologase. In inferiorità numerica, Corbulone marcerà, con Valerio al suo fianco, oltre il fiume Tigri, per incontrare Vologase in un confronto che deciderà il futuro dell’impero.

L’incipit:

La spada di un uomo poteva essere sua amica o sua nemica. Ogni spada aveva sottili differenze. La spada di un uomo ricco veniva forgiata con il miglior ferro ricco di carbone ed era affilata come il bisturi di un chirurgo. La spada di un ausiliario era uguale a mille altre, rozza e mal rifinita in qualche armeria di provincia. La spada di un povero poteva spezzarsi o piegarsi. Le spade migliori erano come gli uomini che le brandivano: il loro limite massimo era messo alla prova dalla furia della battaglia. La spada che Gaio Valerio Verre aveva ni mano era la spada di un guerriero.
Valerio studiò la lama alla luce della lampada a olio. Un semplice gladio legionario, lungo ventidue pollici, dotato del taglio che solo un soldato veterano poteva conferirgli e di un’impugnatura di cuorio modellata dalla presa delle sue dita. Il gladio era un’arma letale, niente di più niente di meno. Nelle mani giuste, mieteva vite con la stessa efficienza con cui una falce mieteva il grano. Solo il pomo decorato, un lucente bulbo d’argento lavorato a sbalzo con una Medusa con la testa di serpenti, differenziava questa spada dalle altre
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L’autore:

Douglas Jackson, ex giornalista, nutre da sempre una grande passione per la storia romana. Vive in Scozia, con la moglie e tre figli. I suoi libri sono tradotti in 12 Paesi. Per saperne di più: www.douglas-jackson.net

L.

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