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delitto-e-rovescioLa Piemme ha portato in libreria un nuovo giallo di Claudio Paglieri: Delitto e rovescio.

La scheda di Uruk:

Delitto e rovescio (2016) di Claudio Paglieri [18 ottobre 2016]

La trama:

Marco Luciani ha lasciato la polizia e l’Italia: un taglio netto, una nuova vita a Barcellona, da padre single. A parte occuparsi del piccolo, vivacissimo Alessandro, l’ex commissario si limita a gestire la casa che Alice, amica e amante occasionale, affitta ai turisti. Forse, però, dentro di lui non si è del tutto spento il gusto di indagare, di frugare nelle vite degli altri, di completare i puzzle. O forse, più prosaicamente, i soldi cominciano a scarseggiare. È così che Luciani si rassegna ad accettare l’incarico di ritrovare la figlia scomparsa di un imprenditore italiano. La ragazza si chiama Martina, ha diciannove anni e viveva in un’Accademia di tennis poco fuori Barcellona, dove si allenava per diventare una professionista. Segni particolari: una bellezza fuori dal comune. La polizia locale non si occupa del caso perché, stando alle apparenze, Martina si è allontanata volontariamente, per sfuggire alle pressioni soffocanti di un padre padrone che la voleva campionessa a tutti i costi. Ma nessuno ha più sue notizie, e il suo telefonino è sempre muto… L’istinto di Luciani gli suggerisce che qualcosa non torna e lo spinge a scavare nella vita della ragazza, iscrivendosi all’Accademia e spacciandosi per un amatore che vuole migliorare il suo gioco. Ben presto, la sua indagine informale si scontra con i silenzi o le bugie delle amiche di Martina, dei maestri – qualcuno in rapporti non solo tennistici con le allieve – e dell’ambiguo gestore dell’Accademia. In questo match la posta in palio è altissima, e Luciani dovrà giocare al meglio delle sue possibilità se vuole ritrovare Martina prima che sia troppo tardi. O almeno fare giustizia in suo nome.

L’incipit:

Vasilij Avdeev stava sognando di essere steso su un’amaca, appesa tra due Moai sull’Isola di Pasqua. I Moai incombevano su di lui, con l’espressione accigliata di chi sente violato il proprio spazio vitale. «Come siete noiosi,» ripeteva Vasilij «non sto facendo niente di male. Mi riposo solo un po’.»
L’amaca dondolava a ritmo costante, e Vasilij cominciò a sentire un po’ di nausea. «Devo avere bevuto troppo» disse ai Moai. «Ho solo bisogno di riposare ancora un’oretta, poi vi lascio tranquilli, promesso.»
L’amaca aumentò l’ampiezza delle sue oscillazioni, quindi si mise a girare come una giostra verticale, prima piano, poi sempre più veloce, mentre le voci dei Moai gli rimbalzavano nella testa come palle da biliardo, facendolo soffrire a ogni colpo. Vasilij si trovò intrappolato nelle maglie dell’amaca e cominciò a sudare freddo; decise di scendere ma i giri della giostra erano ormai troppo veloci. Pregò i Moai di aiutarlo: «Fatemi scendere e me ne andrò subito, promesso! Fatemi scendere, per favore, fatemi scendere!»
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L’autore:

Claudio Paglieri, giornalista e scrittore, è nato a Genova. Ha cominciato ad appassionarsi al giornalismo a sedici anni e oggi lavora al “Secolo XIX”. Con Piemme ha pubblicato Domenica nera (Premio Bancarella Sport), Il vicolo delle cause perse, La cacciatrice di teste, L’enigma di Leonardo (Premio NebbiaGialla 2014, finalista al Premio Scerbanenco 2013) e L’ultima cena del commissario Luciani.

L.

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