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presunto-terroristaLa Marsilio presenta un nuovo romanzo di Leif GW Persson: Presunto terrorista.

La scheda di Uruk:

Presunto terrorista (Bombmakaren och hans kvinna, 2015) di Leif GW Persson [27 ottobre 2016] Traduzione di Margherita Podestà Heir

La trama:

Un lunedì di maggio, un’inattesa telefonata da parte di un collega dell’Mi6 costringe il capo operativo dei servizi di sicurezza della polizia svedese Lisa Mattei a dire addio alla programmata visita agli orsi dello zoo di Skansen insieme alla sua bambina, dando inizio a una delle più energiche e segrete operazioni che l’intelligence di Stoccolma abbia mai predisposto. L’obiettivo è Abbdo Khalid, cittadino svedese di origine somala che da molti anni vive non lontano dalla capitale con la sua numerosissima famiglia. Il collega inglese sostiene stia progettando un attacco suicida, un’azione terroristica equivalente a una vera e propria dichiarazione di guerra che avrebbe ripercussioni molto gravi in tutto il mondo occidentale. È allarme nazionale, e gli uomini (soprattutto le donne) di Lisa sono subito in pista per un pedinamento in grande stile. L’operazione è complicata dalle indispensabili procedure di sicurezza con cui gli investigatori sembrano impegnare la maggior parte del loro tempo, da un grande capo con una predisposizione romantica per l’avventura, e da un ambiguo alleato che indossa bizzarre cravatte cui ama affidare enigmatici messaggi. In questa cruciale indagine di polizia che ha tutti gli ingredienti della più classica e appassionante delle spy story, impreziosita dall’ironia che ha fatto di Leif GW Persson uno dei più originali e ammirati scrittori di genere scandinavi, tutti, grandi e piccoli, hanno i loro segreti. Ma come le persone coinvolte sanno, l’importante è non credere a tutto quello che si vede. Ed essere consapevoli che dalle cose dette in confidenza, nonostante l’impegno alla segretezza, è molto difficile difendersi.

L’incipit:

«Si è fatto vivo il collega inglese» disse il direttore generale a Lisa Mattei. Era lunedì 11 maggio. Fu così che tutto ebbe inizio, e comportò anche la fine di qualcos’altro.
Già la settimana prima Lisa aveva deciso che lunedì 11 maggio sarebbe stato un giorno particolare, in cui avrebbe tentato di agguantare una delle innumerevoli occasioni che in caso contrario si sarebbe inesorabilmente dissolta in un’esistenza fatta di lavoro. Un giorno da trascorrere con la sua bambina, Elina, o Ella come lei stessa e tutti gli altri la chiamavano, che aveva compiuto cinque anni da un paio di mesi. Una sciocchezza, che però aveva richiesto accurati preparativi che sarebbero risultati del tutto inspiegabili se ci si fosse soffermati a pensare che si trattava unicamente di avere la possibilità di stare con la propria figlia.
Prima aveva parlato con le maestre dell’asilo e poi con suo marito, Johan. In entrambi i casi era stata accolta da un misto di stupore e leggera inquietudine. Non era successo nulla, vero?
«No, assolutamente nulla. Voglio solo stare con Ella» ribadì Lisa. «Io e lei passiamo troppo poco tempo insieme.»
Tutto qui, pensò, rifiutandosi di dare ascolto alla propria coscienza.

L’autore:

Leif GW Persson, noto professore di criminologia e profiler, insegna alla Scuola nazionale di polizia a Stoccolma ed è stato consulente del ministero della giustizia e dei servizi di sicurezza svedesi. I suoi libri, più volte candidati al Cwa International Dagger, hanno ricevuto i premi più importanti destinati alla narrativa di genere, dal Glass Key al premio dell’Accademia svedese del poliziesco.

L.

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