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snowdenLa collana “Controcorrente” (Newton Compton) presenta un saggio a dir poco esplosivo: Snowden di Luke Harding.
Da questo saggio, il film omonimo del 2016 diretto da Oliver Stone.

La scheda di Uruk:

130. Snowden (The Snowden Files, 2014) di Luke Harding [novembre 2016] Traduzione di Mara Gini

La trama:

Tutto è cominciato con un’email dal contenuto interessante: «Sono un membro di alto grado dell’intelligence americana». Ciò che ne è seguito è la detonazione più spettacolare del mondo dello spionaggio mai avvenuta, grazie al coraggio e alla determinazione di un uomo straordinario. Edward Snowden, trentenne genio informatico, già agente CIA sotto copertura, lavora per l’NSA, l’ente di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, quando nel 2013 decide di rivelare i dettagli di alcuni programmi di sorveglianza di massa fino ad allora tenuti segreti. È uno shock per l’opinione pubblica, i principali quotidiani diffondono notizie sempre più imbarazzanti per l’amministrazione americana. L’ulteriore denuncia delle intercettazioni telefoniche verso diplomatici e leader politici di Paesi “amici” genera un dibattito pubblico sui pericoli del monitoraggio globale e sulla minaccia per la privacy individuale. In un’appassionante inchiesta investigativa che si legge come un romanzo di spionaggio, il pluripremiato giornalista Luke Harding racconta la storia di Snowden, dalle terribili settimane in cui divulga parte dei file da Hong Kong alle comunicazioni con Julian Assange e la sua WikiLeaks, fino alla sua battaglia per l’asilo politico. Harding ricostruisce la vicenda dell’uomo più ricercato del pianeta basandosi sulle diverse fonti e facendo rivivere al lettore quello che è accaduto in modo dettagliato e intrigante. Un’opera che fa riflettere sulla posta in gioco per i cittadini del terzo millennio: la loro libertà.

L’incipit della Prefazione:

Edward Snowden è una delle gole profonde più straordinarie della storia. Prima di lui nessun altro aveva mai raccolto i dati top secret delle organizzazioni di intelligence più potenti del mondo allo scopo di divulgarli. Eppure è precisamente ciò che ha fatto.
La sua abilità non ha precedenti. Prima dell’attuale generazione di nerd informatici, nessuno aveva pensato che fosse possibile rubare l’equivalente elettronico di intere biblioteche stipate di casseforti e schedari chiusi a triplice mandata: migliaia di documenti e milioni di parole.
Le sue motivazioni sono notevoli: Snowden si è impegnato a svelare il vero comportamento dell’NSA, l’Agenzia per la Sicurezza nazionale americana, e dei suoi alleati. Alla luce delle prove attualmente disponibili, non si è dimostrato interessato al denaro – anche se avrebbe potuto vendere i propri documenti ai servizi di
intelligence stranieri per molti milioni – e non ha mostrato neppure simpatie sinistrorse o marxiste che avrebbero portato a etichettarlo come antiamericano. Al contrario, è un sostenitore entusiasta della costituzione degli Stati Uniti e, come altri suoi colleghi “hacktivisti” è un devoto seguace del politico liberale Ron Paul, le cui idee tendono parecchio verso destra rispetto a molti repubblicani.

L’autore:

Luke Harding è un giornalista di inchiesta e corrispondente estero per il “The Guardian”. Ha vissuto e lavorato a Delhi, Berlino, Mosca ed ha seguito i conflitti in Afghanistan e Iraq. È l’autore di Mafia State, co-autore di Wikileaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato, da cui è stato tratto un film, e di The Liar: The Fall of Jonathan Aitken, nominato per il Premio Orwell. I suoi libri sono stati tradotti in 13 lingue. Luke Harding vive in Inghilterra con la moglie e i loro due figli.

L.

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