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buscaderoIl giorno di Natale finalmente sono riuscito a trovare delle bancarelle natalizie, così da poter prendere qualche chicca: come per esempio questo numero 2 (anno II) della testata “Far West” della F.B.I. (For Bestseller Increase), la casa editrice romana di Antonino Cantarella ben nota per romanzi italian pulp.
Stavolta però non si tratta di un autore italiano “sotto copertura” bensì di un vero autore del pulp americano, rarissimo in Italia: quindi è davvero una super-chicca!

L’illustrazione di copertina è firmata da Mario Ferrari.
Da notare che la copertina originale Bantam 1956 di William George – visibile più sotto – è stata usata per l’antologia Una donna, una sella e due pistole di Jack Schaefer, cioè il numero 1 di questa collana italiana.

La scheda di Uruk:

2. Il buscadero (The Buscadero, 1953) di Noel M. Loomis [1° gennaio 1962] Traduzione di Giulio Del Papa

La trama:

Il colpo tuonò al disopra della spalla di Tom. La mano sinistra di Tom sì chiuse sulla pistola e sul pugno che la stringeva. Con il braccio destro, Tom fece sbattere la testa di Brington contro il bancone. Brington tentò di far uso della pistola ma la stretta poderose delle mano di Tom glielo impedì…

L’incipit della Prefazione:

buscadero-origNel nuovo Messico era el mes amarillo — il mese d’oro. Le foglie sugli alberi cominciavano a ingiallire.
Era l’anno 1887. Un anno di grande siccità. La luce del sole penetrava appena nel vallone Gallegos. Lo rischiarava solo per poche ore del giorno. Approfittando della poca luce Tom Bell, cavalcando a fianco del torrentello, ne risaliva il corso.
L’uomo era alto e stava bene in sella. Aveva occhi profondi e ciglia pesanti. Il suo sguardo era tollerante e al tempo stesso indicava una viva intelligenza. Teneva le labbra strette ma il viso abbronzato e duro era addolcito dalla bocca che sembrava sempre sul punto di piegarsi in un sorriso. Indossava un panciotto di pelle e un cappello schiacciato in cima e con tese molto larghe, rialzate ai lati. Al posto del nastro, il cappello era fasciato con la pelle di un serpente a sonagli.
Giunse al punto in cui la strada cominciava ad arrampicarsi per uscire dal vallone. Smontò per non affaticare troppo la sua cavalcatura.
La salita era ripida e abbastanza larga da lasciar passare un carro. I solchi lasciati dalle ruote erano profondi — abbastanza profondi per spezzare le ruote di un carro che vi fosse passato a velocità elevata.

L.

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