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pretty-babyMalgrado non ci sia scritto nulla, questo romanzo è una novelization: ci ho messo un po’ a capirlo, quando l’ho visto in un mercatino dell’usato…

La scheda di Uruk:

Pretty Baby (Pretty Baby, 1978) di William Harrison [settembre 1978] Traduzione di Francesco Franconeri
– dalla sceneggiatura di Polly Platt, su soggetto di Louis Malle, per il film omonimo di Louis Malle, con Brooke Shields e Keith Carradine

L’incipit:

Non si può dire che il bordello di Nell Livingston, a Storyville, il quartiere malfamato di New Orleans, fosse uno dei più grandi e lussuosi. L’arredamento, pur di buona qualità, non era particolarmente elegante, non aveva le costose specchiere dorate, né i sofà di broccato, né i tappeti persiani che impreziosivano invece la Mahogony Hall di Lulu White o l’Arlington o l’Emma Johnson’s Studio: case di lusso, quelle, che si affacciavano proprio su Basin Street e che godevano degli incassi migliori di tutto il quartiere. Ma c’erano centinaia d’altri bordelli lungo le stradine secondarie di Storyville, luoghi allietati appena da qualche pianista negro, nei quali le ragazze non erano certo le più belle; ci si respirava, però, un’aria più familiare. Erano tempi ancora chiassosamente goderecci, e già come venati di struggimenti, di malinconie. Erano case, quelle, in cui le ore del mattino e della notte, i pomeriggi, tutto era dedicato al sesso, al mangiar bene e al bere, con balli e canti e persino qualche risata.
Non che il bordello di Nell fosse uno qualsiasi. Ci viveva una ragazza di straordinaria bellezza: Violet, la figlia dodicenne d’una delle puttane. E c’era un francese che ritraeva tutti. Si chiamava Bellocq ed era uno strambo, quieto, solitario fotografo che lì da Nell era diventato di casa.

L.

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