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2924-giulio-leoni-i-delitti-della-luceTerza indagine per il Dante Alighieri di Giulio Leoni, nella collana “Il Giallo Mondadori” dell’epoca di Giuseppe Strazzeri.

La scheda di Uruk:

2924. I delitti della luce [Dante Alighieri 3] (2005) di Giulio Leoni [12 aprile 2007]
Inoltre contiene il racconto:
Il maestro delle soffianti, di Stefano Marinucci

La trama:

Firenze, agosto 1300. Il mandato di priore di Dante Alighieri sta per concludersi quando viene chiamato nelle paludi dell’Arno, dove è stata trovata una galea arenata. A bordo, decine di cadaveri e i resti di un misterioso meccanismo. E, dopo poche ore, viene ferocemente assassinato l’architetto di Federico II, artefice di un enigmatico castello. Uno spettro sembra riemergere dal passato: cinquantanni prima l’imperatore Federico II è morto senza riuscire a raggiungere un’ultima, straordinaria rivelazione. Ora qualcun altro ha intrapreso quella arcana via, ma chi vuole seppellire la verità con la stessa ferocia di allora? A Dante rimangono solo poche ore per fermare la strage che sconvolge la città, seguendo una traccia di sangue che lo porta a un’opera astrologica che neppure dovrebbe esistere…

L’incipit:

Palermo, estate del 1240
Il bagliore del tramonto attraversava il fogliame, infiammando la superficie dorata dei limoni.
Nel giardino, chiuso da un porticato di colonne marmoree, un intenso profumo di fiori si diffondeva nell’aria, portato dalla brezza che giungeva dal mare.
Disteso su cuscini di porpora l’imperatore era intento a tracciare distrattamente con un ramoscello disegni geometrici sul terreno. Tese la mano verso un cedro che giaceva al suolo e lo mostrò all’uomo più giovane, in piedi accanto a lui.
«Così è fatta dunque la terra?» chiese dopo un attimo di riflessione.
«Una sfera solida, curva in ogni suo punto» confermò Guido Bonatti, l’astrologo di corte.
Federico meditò su quelle parole. Poi aprì di colpo le dita, lasciando cadere il frutto. «E cosa la sostiene, allora?» continuò, rivolto all’altro suo compagno di riflessioni, che sedeva un poco discosto. Un uomo pallido, dal volto coperto di efelidi e dai capelli rossicci
«La mano di Dio» rispose il primo degli scienziati della cristianità, vanto della sua corte. Michele lo scozzese. Esile come una delle canne di fiume che sostenevano il pergolato delle viti.

L’autore:

Giulio Leoni è nato a Roma, dove risiede tuttora. Laureato in Lettere, è un appassionato di storia della magia e dell’illusionismo, ed è membro dell’American Society of Magicians e delllntemational Brotherhood of Magicians, oltre che del Club Magico Italiano. Nel 2000 ha esordito nella narrativa vincendo il premio Tedeschi con il romanzo Dante Alighieri e i delitti della medusa (Il Giallo Mondadori n. 2707). Ha poi pubblicato La donna sulla luna (Il Giallo Mondadori n. 2775), E trentuno con la morte… (I Classici del Giallo n. 949) e I delitti della luce (Mondadori, 2005).

L.

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