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mad-cityNelle scarse bancarelle di Natale 2016 ho trovato un’altra ghiotta novelization, purtroppo ancora una volta nell’edizione CDE (Club Degli Editori) tratta da Sperling&Kupfer.

La scheda di Uruk:

Mad City (Mad City, 1997) di J.H. Marks [febbraio 1998] Traduzione di Francesco Di Foggia
– dalla sceneggiatura di Tom Matthews per il film omonimo di Costa-Gavras, con Dustin Hoffman e John Travolta

La trama:

Siamo in una cittadina americana, una come ce ne sono tante. Nel museo di storia naturale, Max Brackett sta facendo un servizio televisivo: un lavoretto quasi umiliante per un giornalista come lui, abituato a ben altri incarichi. Ma, inaspettatamente, il caso gli offre l’occasione di risalire la china. Proprio in quell’istante Sam Baily, guardiano appena licenziato dal museo, spara all’impazzata, prende in ostaggio una scolaresca e ferisce a morte un ex collega. Max capisce di avere tra le mani uno scoop formidabile e, freddo e cinico come non mai, trasforma un mite disoccupato ridotto all’esasperazione in un eroe nazionale. Per tre giorni tutta l’America segue con il fiato sospeso le angosciose “dirette” dal museo, pilotate senza scrupoli da Max. L’epilogo della vicenda, però, non è di certo quello che immaginate… Tanto che Costa-Gavras (il leggendario regista di Z, l’orgia del potere e di Missing – Scomparso), attirato da questa storia, ne ha tratto un film di grande successo.

L’incipit:

La giornata ebbe inizio come tante altre in una cittadina come ce ne sono molte disseminate in tutto il paese. Gli abitanti si destavano e accendevano il televisore per vedere sorgere il sole nelle sigle dei talk-show del mattino. Invece di uscire all’esterno per scoprire se stesse piovendo o nevicando. guardavano le previsioni del tempo. Non s’incontravano più in fondo ai vialetti, scambiandosi ad alta voce un «buongiorno» mentre si chinavano a raccogliere il giornale per scoprire che cosa fosse successo nel mondo durante la notte.
Seguivano invece i notiziari, in onda ventiquattr’ore su ventiquattro. Né si appoggiavano alle staccionate o si radunavano attorno ai tavoli delle cucine per aggiornarsi sugli ultimi accadimenti nel quartiere. Ora potevano godere di pettegolezzi di portata globale per gentile concessione dei conduttori televisivi. Non era più necessario usare il telefono per organizzare la fine della giornata, dal momento che era più facile consultare la guida TV e fissare un appuntamento con i loro personaggi di prima serata preferiti.
Ma quel giorno sarebbe accaduto qualcosa d’inatteso che non era stato annunciato dai settimanali di spettacolo o incluso nelle guide ai programmi delle miriadi di reti televisive via cavo.

L.

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