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federica-fantozzi-il-logistaLa Marsilio presenta un nuovo grande thriller firmato da Federica Fantozzi: Il logista.

La scheda di Uruk:

Il logista (2017) di Federica Fantozzi [23 febbraio 2017]

La trama:

Amalia Pinter lavora per «Il Vero Investigatore», un piccolo quotidiano della Capitale specializzato in cronaca nera. Nel suo quartiere, Ponte Milvio, si imbatte in una vecchia fiamma dei tempi universitari, Tancredi, da cui si lascia accompagnare, in un servizio per il giornale, a casa di una giovane coppia, vittima di una strage jihadista durante il viaggio di nozze in un’isola tropicale. Tancredi si è trasferito da anni a Londra, dove si occupa di logistica di guerra: con la sua società, la Stinger Ltd, gestisce i trasferimenti di facoltosi professionisti in paesi ad alto rischio.
Un lavoro borderline che lo mette in contatto con servizi segreti e bande paramilitari.
In vacanza a Roma, il ragazzo invita Amalia a cena nel suo appartamento, ma lei lo trova morto accanto a una bottiglia di whisky e cristalli di droga.
L’ipotesi degli investigatori è suicidio, una pista che convince anche chi conosceva la vittima: zio Doug, l’unico parente rimastogli dopo la morte dei genitori; Iris, la bionda fidanzata e socia in affari; Adam, l’amico libanese con cui si confidava.
Amalia riceve però un biglietto: l’immagine di uno scorpione dai contorni dorati e l’avvertimento di una minaccia incombente. Di quale segreto era in possesso Tancredi? E quanto tempo le rimane per scoprirlo? La ragazza inizia un’indagine testarda e solitaria. Senza sapere che, nelle periferie della sua città, anche qualcun altro è a caccia.

L’incipit:

L’acqua era nera. La luna, coperta a intermittenza dalle nubi, non riusciva a illuminarla. Minuscole creste bianche dardeggiavano sulla superficie sferzata dal vento.
I quattro Zodiac avanzavano con il motore al minimo, a distanza l’uno dall’altro, producendo un basso ronzio. Si fermarono lontano dalla riva e non gettarono l’ancora. Con quella corrente non era facile evitare gli scogli, ma i timonieri erano esperti. L’isola era una massa scura circondata da un anello di smeraldo acceso dalle lanterne.
I passeggeri dei gommoni, otto per ognuno, si misero maschera e pinne e scivolarono in acqua. Nessuno scambiò una parola. Sapevano tutti cosa dovevano fare. Nuotarono silenziosi, immersi nelle tenebre, per un tempo che sembrò loro infinito. Testa sommersa, respirando con il boccaglio. Indossavano mute Stealth che li coprivano dai polsi alle caviglie e li rendevano praticamente invisibili. Neri e letali come un branco di barracuda.
Quando giunsero in vista della spiaggia si divisero dopo essersi rivolti un muto augurio. L’isola a forma di noce di cocco misurava poche decine di chilometri. Era immersa nel silenzio, nel buio e nel sonno. Il sussurro del vento era placido e regolare come un respiro collettivo. Le uniche luci erano le lanterne a margine dei sentieri che tagliavano la vegetazione e i faretti sulle terrazze dei bungalow. Quell’intelaiatura di punti luminosi rappresentava la stella polare dei trentadue subacquei.

L’autrice:

Federica Fantozzi è nata a Roma. Giornalista a «l’Unità», ha scritto per «il Venerdì», «l’Espresso», «Sette», «La Nazione», «la Repubblica», «Italia Oggi». È autrice di due thriller, Caccia a Emy (2000) e Notte sul Negev (2001), entrambi pubblicati da Marsilio; insieme a Roberto Brunelli, ha scritto la biografia di Enrico Letta (Editori Riuniti, 2013).

L.

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