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sas24Ventiquattresima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo marzo in edicola: Requiem per i Tonton Macoute del compianto Gérard de Villiers.

La scheda di Uruk:

24. Requiem per i Tonton Macoute [SAS 24] (Requiem pour Tontons Macoutes, 1971) di Gérard de Villiers [febbraio 2017] Traduzione di Roberto Marini

La trama:

Papa Doc non c’è più. E sono in molti a voler prendere il posto del tiranno della ridente repubblica haitiana, suo figlio per primo. I cubani lavorano per instaurare a Port-au-Prince un regime comunista. Chiunque aspiri alla successione sa però che l’ago della bilancia è la milizia di assassini conosciuti come Tonton Macoute. Ce ne sono centinaia nella capitale, migliaia in tutto il paese. Occhiali scuri, pistola alla cintura, il machete per fare a pezzi la vittima di turno, incarnano il terrore che schiaccia quell’angolo dei Caraibi. Chi controlla i Tonton Macoute controlla il potere. Insomma una situazione non esaltante per gli alti papaveri della CIA. Che vogliono spedire sull’isola un agente a scompaginare i piani dei contendenti. Uno come Malko Linge, abbastanza coriaceo da sopravvivere a un soggiorno in quel mattatoio in salsa voodoo. Fra donne attraenti quanto pericolose, sicari e traditori, lui avrebbe perfino di che divertirsi, se non ci fosse da organizzare una mezza rivoluzione. Ma si sa, il Principe delle Spie non è nato per le missioni troppo facili.

L’incipit:

Estimé Jolicoeur slacciò il suo vecchio cinturone di stoffa cui era appesa una Smith & Wesson .41 Magnum arrugginita e lo appoggiò sul bordo di una tomba, accanto al cappello di paglia e a un sacchetto di carta con dentro tre manghi. In piedi, l’haitiano si stiracchiò e sbadigliò. Erano esattamente le sei del mattino, e il sole non bruciava ancora. Nel giro di tre ore la temperatura sarebbe diventata infernale. Il cimitero di Port-au-Prince, come il resto della città, era una vera fornace. Se i sepolti non fossero stati protetti da spesse lastre di marmo o cemento, si sarebbero sciolti come burro. Ma per fortuna gli haitiani erano tradizionalisti: per seppellire dignitosamente i loro defunti si privavano del cibo e le ragazze della famiglia arrivavano a prostituirsi, all’occorrenza.
Estimé, pittore di iscrizioni funebri, ne sapeva qualcosa. Le ragazzine avute in cambio di un bell’epitaffio su una tomba nuova gli risparmiavano costosi ricorsi alle vecchie dominicane dei piccoli bordelli su rue du Carrefour. La sua qualità di Tonton Macoute, inoltre, dissuadeva i suoi rari clienti non analfabeti dal correggere la sua ortografia approssimativa.
L’haitiano prese il barattolo di vernice, si avvicinò al suo lavoro e lesse ad alta voce quello che aveva già scritto: “Addio, capo incomparabile, emulo di Vespasiano, di Mustafà Kemal Ataturk, del Marron Inconnu di Santo Domingo! Oh François Duvalier, che la terra di questa Haiti che tanto carnalmente hai amato ti sia leggera!”.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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