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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di marzo (n. 1394) presenta Nella nebbia, di Mignon G. Eberhart.
Il romanzo è apparso in Italia originariamente nel 1936 come numero 136 della collana “I Libri Gialli” (Mondadori), già con la traduzione di Cesare Giardini, ristampato poi come numero 42 de “I Classici del Giallo Mondadori” (1968).

La scheda di Uruk:

1394. Nella nebbia (The Dark Garden, o Death in the Fog, 1933) di Mignon G. Eberhart [marzo 2017] Traduzione di Cesare Giardini
Inoltre contiene il racconto: La Banda del Cervello, di Elisa Bertini

La trama:

Una dimora circondata da un parco. Un profondo burrone che la separa dalla strada maestra. E poi, la nebbia che l’avvolge come un sudario. Scenario perfetto per un omicidio. E forse è proprio questo che accade, anche se la dinamica lascerebbe pensare a un incidente. L’auto con la giovane Katie Warren al volante, inghiottita dalla coltre minacciosa, scende lungo la pendenza ripida e sdrucciolevole che conduce alla villa. Poi un’ombra le si materializza davanti all’improvviso e scompare sotto le ruote. Una massa scura giace inerte a terra: è Lottie, cugina della padrona di casa. Morta. Per gli inquirenti è tutto chiaro, una fatalità impossibile da scongiurare in quelle circostanze. Ma perché, allora, la vittima stringe in pugno una ciocca di capelli? A chi appartengono? Sono forse la prova di una colluttazione avvenuta poco prima del tragico epilogo? All’investigatore Crafft, della polizia di Chicago, il compito di diradare una nebbia non meno insidiosa. Quella che nasconde il volto dell’assassino.

L’incipit:

Lottie Weinberg, rigida e diritta sulla sedia, ascoltava.
La grande dimora era silenziosa.
La donna si trovava nel salotto, che rappresentava il cuore stesso della casa. Infatti, da lì partiva la scala di noce che girava intorno a un piccolo vestibolo prima di perdersi nella penombra dei piani superiori. In alto, verso la scala stessa, convergevano tutte le ramificazioni dei corridoi, così che chiunque si fosse trovato nel salotto non avrebbe potuto fare a meno di udire anche il più piccolo rumore.
Nelle giornate soleggiate, le larghe finestre lasciavano entrare nella stanza, ammobiliata con sedie di vimini nere e lucenti, il riflesso azzurro del cielo sul lago; ma nei giorni nebbiosi come questo, non si scorgeva che una zona d’erba brunastra che sprofondava bruscamente nel grigiore confuso del cielo e dell’acqua.
“Una vera nebbia di febbraio!” pensava Lottie con irritazione. L’umidità che saliva dal lago non avrebbe tardato a infiltrarsi per le porte e le finestre ermeticamente chiuse. Di sopra, Mina accumulava noia e nervosismo.
Davanti a Lottie, appeso sopra una scrivania, c’era un piccolo specchio; la luce pallida, diffusa da una lampada vicinissima, illuminava un calendario. Gli occhi di Lottie tornavano insistentemente a quest’ultimo, leggendo e rileggendo la data: martedì 22 febbraio.
Tra quattro giorni sarebbe stato il 26.

L’autrice:

Mignon G. Eberhart (1899-1996), statunitense, si è dedicata alla scrittura ispirandosi ai romanzi di Mary Roberts Rinehart. Maestra indiscussa di quel fi lone del mystery che vede un’eroina in pericolo, ha approfondito l’analisi psicologica dei personaggi con un successo tale da guadagnarle all’epoca la reputazione di “Agatha Christie d’America”. Tra le protagoniste delle sue storie, l’infermiera Sarah Keate e la scrittrice di gialli Susan Dare. Ha vinto lo Scotland Yard Prize nel 1931, il Grand Master nel 1971 e l’Agatha alla carriera nel 1995.

L.

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