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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati l’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Gian Franco Orsi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1199. SAS: i cannoni di Bagdad [SAS 100] (Les canons de Bagdad, 1990) di Gérard de Villiers [12 aprile 1992] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene l’articolo: La spy-story oggi, ieri e forse domani, di Lia Volpatti

La trama:

Alpi Bavaresi. Nell’ex “nido dell’aquila” di Hitler, trasformato in un bar-ristorante per turisti avidi di emozioni, Tarik Hamadi, agente segreto iracheno, e Farid Badr, affarista libanese, si incontrano. Badr conferma ad Hamadi di essere riuscito a procurarsi i krytron, i detonatori del supercannone di cui gli iracheni stanno ultimando l’assemblaggio. La CIA, avuto sentore di tali manovre, invia sul posto due agenti, un uomo e una donna, che però vengono subito ferocemente eliminati. A questo punto non resta che affidare l’incarico a qualcuno molto abile. E a chi, se non al principe Malko Linge, cioè SAS? E SAS si mette subito all’opera. Il suo fine ultimo è di impedire che i krytron arrivino a Bagdad. Malko deve combattere contro nemici agguerriti e disposti a tutto, contro belle donne che lo irretiscono e soprattutto contro il tempo. Ce la farà, certo, perché è Malko e perché la fantasia è sempre più rosea della realtà. Una fantasia, comunque, che è purtroppo già diventata storia. Amara storia.

L’incipit:

— Eccolo! Lasciaci soli.
Tarik Hamadi aveva parlato con voce vibrante di eccitazione. Come un collegiale che avesse visto apparire la sua fiamma! Un sorriso radioso gli scoprì i denti bianchissimi sotto i grossi baffi neri, folti e ben regolati. La barba gli cresceva così in fretta che dopo un’ora le sue guance cominciavano già a diventare azzurrognole. Con i capelli folti e tagliati corti, la fronte bassa, i lineamenti pesanti e duri, gli occhi freddi dall’espressione spesso crudele, Tarik Hamadi esercitava su chi lo avvicinava un fascino misto a timore.
Il suo compagno gli somigliava, ma era più giovane e più raffinato. Si alzò subito e attraversò la grande stanza rotonda dalle pareti di pietra, che un tempo era servita da sala delle riunioni ad Adolf Hitler. Il Nido d’Aquila del Fuhrer, la sua residenza favorita, costruita sulla cima del Kehlstein a 1800 metri d’altezza, si trovava nel cuore dell’Obersalzberg, nelle Alpi Bavaresi. Vicinissimo all’Austria, sopra a Berchtesgaden, era stato trasformato in ristorante-sala da tè e accoglieva ogni giorno centinaia di turisti attratti dalla vista stupenda ma anche da una certa morbosità.
Attorno a Tarik Hamadi, decine di americani e di tedeschi stavano svaligiando il negozio di souvenir o ammiravano la vasta stanza dalle pareti di granito grigio. Non era cambiato nulla dal 1945. Né le travi a vista del soffitto, né il maestoso caminetto di marmo rosso regalato da Mussolini. Dalle finestre si godeva lo splendido panorama dell’Obersalzberg bavarese. Il Nido d’Aquila non era mai stato colpito dalle bombe alleate ed era rimasto intatto. Erano cambiati solo gli inquilini. A Intereck, situata ottocento metri più in basso, i visitatori prendevano per ventiquattro marchi degli autobus arancione e potevano così ammirare per sei chilometri e mezzo un paesaggio eccezionale, per andare poi a mangiare un gulasch o bere una birra alla Kehlstein Haus.
Gli autobus lasciavano i passeggeri davanti a una galleria di marmo grezzo lunga trecento metri, che li portava a un lussuoso ascensore dai sedili di pelle verde col quale potevano percorrere gli ultimi centoventiquattro metri. I turisti più coraggiosi potevano ignorare l’ascensore e prendere una ripida scorciatoia ancora coperta di chiazze di neve.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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