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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico firmato da Andrea Frediani: Il custode dei 99 manoscritti.

La scheda di Uruk:

754. Il custode dei 99 manoscritti (2017) di Andrea Frediani [30 marzo 2017]

La trama:

Roma, IX secolo d.C. Nei secoli più oscuri del Medioevo, i pontefici contendono il potere all’imperatore e alle famiglie patrizie. Quando in un’importante casa romana si consuma un terribile delitto, viene alla luce un complotto che ruota intorno a un misterioso manoscritto. È la Donazione di Costantino, un’arma in grado di conferire un incredibile potere a chiunque ne entri in possesso. Il suo custode è il bibliotecario Anastasio, un brillante cardinale che tutti vedono come il futuro pontefice. Aiutato da Giovanna, un’aristocratica in cerca di vendetta, Anastasio ha solo una settimana di tempo per evitare che il prezioso documento finisca nelle mani sbagliate, prima dell’incontro tra il re d’Italia e il papa, che potrebbe cambiare i destini del mondo. Ma i due devono anche lottare per la sopravvivenza di fronte a un uomo spietato e sanguinario, disposto a tutto pur di impossessarsene e far trionfare la sua fanatica visione del Cristianesimo. Un thriller pieno di colpi di scena, ambientato in una città spettrale dove imponenti chiese e palazzi aristocratici si alternano a ruderi e pascoli, chierici e laici di buona famiglia a derelitti ed emarginati, zelanti pellegrini a grassatori e assassini; è una Roma i cui abitanti vivono nella costante paura del castigo di Dio, sotto forma d’incendi, piene del Tevere, attacchi dei saraceni, influenza degli eretici ed epidemie di malaria: minacce che pendono costanti sul capo dei protagonisti…

L’incipit:

Roma, A.D. 848
Martina si appoggiò al davanzale della finestra e scrutò il profilo ormai scuro dei tetti che si stagliavano lungo l’orizzonte rossastro. L’elegante palazzo sull’Aventino le consentiva una vista magnifica. Da lì, l’Urbe non sembrava quel fetido immondezzaio in cui era costretta a camminare ogni giorno; da lontano e alla fioca luce del giorno che se ne andava, i ruderi e gli edifici semidistrutti accanto ai quali era solita passare non le incutevano la tristezza di sempre, ma anzi le apparivano come una maestosa testimonianza delle glorie passate. Gli acquitrini e le zone dove l’incuria regnava sovrana, le erbacce che avevano avvolto interi quartieri, i mercanti e i malati, i resti carbonizzati degli incendi quasi quotidiani, tutto era scomparso come d’incanto, da quel punto di vista privilegiato. Roma sembrava una città in cui valeva finalmente la pena vivere.
Non faticò a individuare l’ansa del Tevere, parzialmente coperta dall’elegante sagoma della Chiesa di santa Maria in Cosmedin, e le venne voglia di gettarsi nel fiume a farsi un bagno.
Nuda, com’era in quel momento
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L’autore:

Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate.

L.

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