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Il trentaduesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo aprile Sherlock Holmes: Gli dei della guerra, di James Lovegrove.

La scheda di Uruk:

32. Gli dei della guerra (Sherlock Holmes: Gods of War, 2014) di James Lovegrove [aprile 2017] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Corre l’anno 1913 e Sherlock Holmes è teoricamente un detective a riposo. L’assenza di stimoli può essere tuttavia una faccenda parecchio tediosa. E morire di noia, per un uomo che ha corso innumerevoli pericoli risolvendo i casi più incredibili, sarebbe davvero il colmo. Tutto cambia con il ritrovamento di un cadavere su una spiaggia, non lontano da quell’angolo del Sussex dove il segugio londinese si è ritirato per dedicarsi alle api e alle monografie. È finalmente l’occasione per rituffarsi in un’indagine, affiancato dall’immancabile biografo e compagno d’avventure. Una minaccia dalle implicazioni sconvolgenti si annuncia su frequenze segrete, lanciando segnali che solo una mente perfetta è in grado di captare. Mentre nuvole di tempesta si addensano sull’Europa e spira da est un vento gelido che lascia presagire il peggio, c’è in Inghilterra chi trama per propiziare un conflitto mondiale. Si richiederanno a Holmes doti sovrumane per sventare una cospirazione senza precedenti. Pronta a ricorrere all’intervento divino per scatenare la guerra.

L’incipit della Premessa di John H. Watson:

Sherlock Holmes cessò la sua attività di consulente investigativo nel 1903, lasciando Londra e ritirandosi in un villaggio del Sussex, non lontano dalle celebri scogliere a picco sul mare che si levano a est di Eastbourne. Il suo proposito era di condurre una vita tranquilla, facendo l’allevatore di api e applicando la sua mente eclettica alla composizione di monografie sui soggetti più vari, tutti quelli suscettibili di stimolare il suo interesse.
Bene o male, possiamo dire che riuscì a realizzare il suo proposito. Fino alla sua morte, visse in pace per la maggior parte del tempo, lontano dai pericolosi intrighi in cui si era così spesso trovato coinvolto in precedenza, insieme al sottoscritto.
Occasionalmente, tuttavia, Holmes si vide costretto ad abbandonare la vita serena che conduceva tra i suoi alveari e a gettarsi di nuovo nella mischia. Ho narrato due episodi di questo genere nei racconti intitolati L’avventura della criniera di leone e Il suo ultimo saluto. Qui, nelle pagine che seguono, ce n’è un altro.
Intendo affidare questo manoscritto alla scatola di latta custodita nel caveau della Cox & Co., in Charing Cross, come ho già fatto con tanti altri. L’attuale direttore della banca, un gallese sveglio ed efficiente che risponde al nome di Llewellyn, alza gli occhi al cielo quando mi vede arrivare nel suo ufficio con un altro fascio di fogli da mettere in cassaforte. “Un’altra impresa del suo Sherlock Holmes di cui nessuno potrà leggere, dottor Watson” sospira. “È un vero peccato privare i suoi fedeli lettori di un così appassionante passatempo.”

Extra:

Il volume è impreziosito da due saggi: A ridosso della Prima guerra mondiale di Luigi Pachì e “Il delitto è comune, la logica è rara”: Sherlock Holmes e l’analisi investigativa di Luca Marrone.

«Con questo Sherlock Holmes. Gli dei della guerra torniamo a parlare di James Lovegrove, che abbiamo avuto modo di conoscere in ambito sherlockiano nel ventiseiesimo volume di questa collana. Autore britannico, noto all’estero principalmente per le sue storie distopiche, Lovegrove ha esordito nell’universo di Sherlock Holmes nel 2013 con La leggenda del Barone Nero, e solo un anno più tardi è tornato con il presente romanzo, inedito in Italia, cui ha fatto seguito nel 2015 Sherlock Holmes – The Thinking Engine.»

L.

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