Tag

,

Trovato su bancarella primaverile questo apocrifo sherlockiano, della collana “Dedali” della casa milanese Il Minotauro.

La scheda di Uruk:

8. Sherlock Holmes e il mistero della sala egizia (Sherlock Holmes and the Egyptian Hall Adventure, 1993) di Val Andrews [giugno 1998] Traduzione di Diego Marani

La trama:

In un giorno di primavera del 1898 Sherlock Holmes e il dottor Watson varcano la soglia della Sala Egizia, il teatro del mistero e della magia che da anni seduce il pubblico di Piccadilly.
Oltre la porta si apre il fantastico universo dell’illusione e fra le quinte il grande investigatore indaga sulla scomparsa di un anello, dietro alla quale si cela molto più di un semplice furto.

L’incipit dell’introduzione “Holmes senza Doyle”:

Il compito primo dello scrittore di apocrifi sherlockiani è quello di estrarre dal Canone il non-detto di Conan Doyle, arrivando a proporre tesi e avventure che appaiano come diretta continuazione dell’originale. Perché questo sia possibile è necessario: essere coerenti con il Canone e la sua logica; rispettare le personalità di Holmes e Watson, agendo però sui dettagli o sui segreti della loro vita Oe donne di Holmes, la droga, Moriarty, il grande Hiatus etc.); inserire delle novità nelle lacune del Canone e svelare i punti oscuri; proporre un riferimento preciso relativo alla fonte, che di norma deve essere un manoscritto watsoniano.
A quindici anni, nel 1941, il giovane Val lascia Brighton per Londra, dove arriva nel bel mezzo del Blitz tedesco. Vuole aprirsi una strada nel mondo dello spettacolo e ci riesce in breve tempo. Il destino porta anche lui ad essere un
conjurer, un prestigiatore, un uomo capace di portenti, collaboratore dei più grandi showman britannici. Sarà questo il suo lavoro per molti anni e, quando deciderà di scrivere, comincerà proprio con testi sul mondo della magia da teatro.

L’incipit:

Il 1898 fu un anno particolarmente intenso e proficuo per il mio amico Sherlock Holmes. Ricordo ancora l’esultanza con cui mi apprestavo a partecipare ad una delle sue più appassionanti indagini vedendo con sollievo che la sua depressione dell’anno prima sembrava definitivamente superata. Ritrovata la salute, Holmes riprese presto le sue vecchie abitudini: poco sonno e molta attività.
Quell’anno Holmes dimostrò una volta per tutte che il suo genio era uscito indenne dalla malattia nervosa. Ho registrato e pubblicato
The adventure of the Dancing Men e The retired Colourman. Ma vi furono altre avventure in quell’anno che non ho potuto offrire ai miei lettori per ragioni di buon gusto o per rispetto nei confronti delle persone coinvolte. Ho però ancora da parte alcuni dettagli di un caso che non ha nulla di inopportuno e che credo potrebbe interessare tutti quelli che già in passato hanno manifestato apprezzamento per i miei racconti. Nelle vecchie cartelle del mio archivio l’ho registrato sotto il nome di Caso Randolph, ma io e Holmes lo abbiamo sempre chiamato L’avventura della Sala Egizia.

L’autore:

Val Andrews (Brighton, 1926) è uno dei più prolifici autori di romanzi sherlockiani. Prima di cominciare la sua attività di scrittore ha lavorato a lungo nel settore della magia. Il mistero della sala egizia è il suo primo romanzo tradotto in italiano.

L.

– Ultimi post simili:

Annunci