Tag

, , ,

Prima di donarlo ad un appassionato di Sherlock Holmes, schedo questa ristampa di un numero d’annata. È una fedele riproduzione anastatica di un volume uscito nel 1934 e solamente una piccola righina nell’ultima pagina testimonia che è uscito in allegato ad “Epoca” n. 1955 (27 marzo 1988).

La scheda di Uruk:

20. Le ultime avventure di Sherlock Holmes, di Sir Arthur Conan Doyle [23 luglio 1934] Traduzione di P.G. Jansen e G. Prampolini
L’avventura del commerciante di colori a riposo (The Adventure of the Retired Colourman, da “Liberty”, 18 dicembre 1926)
L’avventura del caporale dal viso sbiancato (The Adventure of the Blanched Soldier, da “Liberty”, 16 ottobre 1926)
L’avventura della «criniera di leone» (The Adventure of the Lion’s Mane, da “Liberty”, 27 novembre 1926)
L’uomo che camminava strisciando (The Adventure of Creeping Man, da “The Strand”, marzo 1923)
Il vampiro del Sussex (The Adventure of the Sussex Vampire, da “The Strand”, gennaio 1924)
Il mistero di Thor Bridge (The Problem of Thor Bridge, da “The Strand”, febbraio 1922)
Il cliente illustre (The Adventure of the Illustrious Client, da “Collier’s”, 8 novembre 1924)

L’incipit:

Sherlock Holmes quella mattina era di umore melanconico e incline a filosofare. Il suo carattere vigile e pratico andava soggetto a simili reazioni.
— L’avete veduto? — mi chiese.
— Volete dire il vecchio che è appena uscito?
— Precisamente.
— Sì, l’ho incontrato sulla porta.
— Come vi pare?
— Un essere patetico, futile, spezzato.
— Proprio così, Watson. Patetico e futile. Ma la vita stessa non è forse patetica e futile? La storia di lui non è un microcosmo nel tutto? Raggiungiamo; afferriamo… e alla fine che cosa ci resta in mano? un’ombra. O peggio che un’ombra: l’infelicità.
— È un vostro cliente?
— Sì, credo di poterlo dire tale. M’è stato mandato da quelli di Scotland Yard, proprio come i medici talora mandano i loro incurabili a un ciarlatano. Ragionano che non possono far più nulla e che qualunque cosa accada al paziente non può farlo peggiorare.
— Di che si tratta?
Holmes prese sulla tavola un biglietto di visita piuttosto sudicio: — Josiah Amberley. Dice che fu socio della ditta Brickfall e Amberley, che fabbrica materiale per le belle erti. Vedrete il loro nome sulle scatole di colori Fece il suo gruzzolo, si ritirò dagli affari che aveva sessantun anno, comprò una casa a Lewisham, e vi si stabili per riposare dopo una vita di incessante e duro lavoro. Si direbbe che il suo avvenire era discretamente assicurato.
— Senza dubbio.
Holmes diede un’occhiata ad alcuni appunti che aveva presi in fretta sul dorso di una busta.
— Si ritirò nel 1890, Watson. Ai primi del 1897 sposò una donna più giovane di lui di vent’anni, e bella, se il fotografo non c’inganna. Una certa agiatezza, la moglie, libertà di oziare… pareva avere dinanzi a lui ima strada diritta. E invece dopo due anni, egli è, l’avete veduto, un essere spezzato e misero che si trascina su questa terra.
— Ma che cosa è successo?
— La solita storia, Watson. Un amico traditore e una moglie leggera. Pare che Amberley abbia una sola mania, quella degli scacchi. Non lungi da lui a Lewisham dimora un giovane dottore che è anche giocatore di scacchi. Ho segnato che si chiama dott. Ray Ernest. Ernest cominciò a frequentare la casa, e un’intimità fra lui e la signora Amberley fu la conseguenza naturale, perché dovete riconoscere che il nostro sfortunato cliente ha poche attrattive fisiche, per quanto grandi possano essere le sue intime virtù. La coppia ha preso il volo la settimana scorsa per destinazione rimasta ignota. Di più, la sposa infedele ha portato via come suo bagaglio personale la cassetta delle carte del vecchio, contenente buona parte dei risparmi di tutta la sua vita. Possiamo trovare la signora? Possiamo salvare il denaro? Uno dei soliti problemi sino a questo punto, e tuttavia vitale per Josiah Amberley.

L.

– Ultimi post simili:

Annunci