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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati l’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Massimo Turchetta.

La scheda di Uruk:

1383. SAS: il flagello di Baghdad [SAS 131] (La peste noire de Bagdad, 1998) di Gérard de Villiers [2 maggio 1999] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

L’ambasciata americana a Londra è colpita da una micidiale epidemia. Il verdetto dei patologi è sconcertante: il bacillo della peste nera torna a incombere sull’Occidente. Dai deserti islamici, Malko inizia a indagare a tutto campo dall’Inghilterra a Cipro sino alla Siria. Due gemelle affascinanti, un killer sfigurato, la mafia russa… Tutte le piste sembrano portare a Saddam Hussein. Poi, imprevedibilmente, ricompare un gruppo terroristico che tutti credevano distrutto da anni…

L’incipit:

L’odore di formolo che impregnava l’aria gelida del sotterraneo del King Edward VII Hospital prendeva alla gola. Le piastrelle bianche delle pareti, le mattonelle giallognole del pavimento e i finestrini di vetro smerigliato che si aprivano a livello del marciapiede accentuavano la mestizia del luogo. Anche se protetto dal soprabito di vigogna, Malko non poté evitare di starnutire tre volte di seguito. Spasmi irrefrenabili provocati dalla temperatura siberiana.
Sir Malcom Newham, ufficiale di collegamento tra il MI6 e la CIA, lungo come una giornata senza pane e allegro come un foruncolo, con i radi capelli grigi lisciati sulla testa a uovo, si voltò con una vaga espressione di rimprovero sul viso aristocratico. In Gran Bretagna, un gentiluomo non starnutisce in una camera mortuaria.
Indifferenti alla temperatura siberiana, due addetti che indossavano camici bianchi sopra grossi maglioni continuavano ad aprire metodicamente i cassettoni contenenti i cadaveri e a posare con delicatezza questi ultimi su lettighe a rotelle, che poi spingevano al centro della stanza. I corpi erano avvolti in lenzuola bianche diventate grigiastre a furia di lavaggi, sporche qua e là di macchie ostinate.
L’ultimo cassettone schioccò con un rumore metallico che a Malko parve molto lugubre. Randolph Stafford, capo della stazione cia di Londra, un incarico per il quale aveva a lungo brigato, avrebbe visibilmente preferito essere altrove. Rubicondo, grassoccio, dal tipo piuttosto comune, si dava un gran da fare per somigliare a un autentico gentleman
made in England. Esaminare dei cadaveri in una camera mortuaria, sia pure in Mayfair, nell’ospedale dove venivano curati i “Reali”, non era un lavoro da gentleman. Teneva le mani nelle tasche del cappotto blu ed era livido in faccia.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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