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La collana “Il Giallo Mondadori” porta in Italia un altro grande romanzo di George Harmon Coxe.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

827. Tre pallottole per l’assassino [Flash Casey] (Deadly Image, 1964) di George Harmon Coxe [6 dicembre 1964] Traduzione di Antonio Ghirardelli

La trama:

Quando Casey, fotoreporter del Daily Express va a bere qualcosa al Melody Lounge, non è certo in cerca di guai o di avventure. Ma il caso gli fa incontrare alcune persone che sono già nei guai, e che, per così dire, gliene regalano una buona parte: c’è Shirley Farrington, che gli chiede di accompagnarla a casa, mentre Donald suo marito si sta ubriacando. Poi c’è lo stesso Donald Farrington in persona. Casey conosce Farrington, un ricco agente di cambio, la cui vita privata risulta irreprensibile. Ma c’è qualcuno che cerca di ricattarlo e per questo Farrington ha bisogno del suo aiuto. Quando Casey lo interroga, le risposte non hanno senso logico. E poi chi è andato a cercare, Shirley, al Melody Lounge? Perché la sorella di Farrington ha pagato mille dollari a un losco investigatore? Nei pochi giorni che seguono, Casey va dai quartieri alti della buona società ai sordidi alberghi dove vivono le frequentatrici di equivoci locali notturni e i fotografi a caccia di scandali. Un uomo viene trovato morto, ed ecco Jack Casey preso in mezzo, fra la polizia e l’assassino. Il fotoreporter dell’Express avrebbe una lunga storia da raccontare, ma sarà costretto a tener la bocca chiusa fino a quando non riuscirà, coi suoi mezzi e coi suoi metodi, a mettere in chiaro tutta la verità.

L’incipit:

Il fatto di conoscere un gran numero di persone di quasi ogni ceto sociale aveva aiutato Jack Casey a mantenere la posizione di primo fotografo del “Daily Express”. In molti casi doveva dare mance, ma ciò gli consentiva di giungere sulla scena di avvenimenti importanti pochi secondi prima della concorrenza; perciò i contatti egli li manteneva coi mezzi più disparati: offrendo biglietti d’ingresso, difficili a ottenersi, per avvenimenti sportivi, o banconote da dieci dollari, che non sempre figuravano sulla nota spese, e a volte una sola bevuta e un grazie amichevole.
Ma anche questa, come tutte le medaglie, aveva il suo rovescio: conoscere molta gente significava, a volte, trovarsi immischiato nei problemi altrui e in guai inattesi. Se in quella particolare sera il destino avesse deciso di farlo fermare a un altro bar per bere il solito goccio prima di rincasare, Jack non si sarebbe trovato coinvolto in una tragica serie di avvenimenti che non avrebbe potuto controllare. Ma il desiderio di ascoltare un po’ di musica, mentre beveva, l’aveva indotto a entrare al “Melody Lounge”, dove otteneva un buon successo Ralph Jackson col suo sestetto e un negro, certo Duke Baker, che suonava magistralmente il piano, negli intervalli.
Il “Melody Lounge” non offriva altri svaghi e non vi si danzava. C’era un bar, ampio, semi–circolare, vicino all’ingresso; il resto della sala era una confusione di sedie, panche, tavoli, troppo piccoli per mangiarvi, anche se il locale offriva una buona cucina. Jackson non era Eddie Calvert, ma suonava molto bene la tromba ed era particolarmente bravo nei registri bassi. I ragazzi che l’accompagnavano erano affiatati ed esperti e suonavano di tutto, da “Dixie” alle canzonette più in voga. I clienti abituali erano soddisfatti di quella combinazione che risaliva ad alcuni mesi prima. Per tre quarti, i tavoli erano occupati, quando Casey si sedette su uno sgabello del bar e venne salutato dal barman, un certo Quigley, gigantesco e col faccione da luna piena.

L’autore:

Nato a Olean, nello stato di New York, il 23 aprile 1901, George Harmon Coxe frequentò le scuole superiori nella vicina cittadina di Elmira. Dopo aver trascorso un anno alla Purdue University e un anno alla Cornell, abbandonò gli studi e trovò lavoro dapprima come boscaiolo, poi in una fabbrica di automobili. Ben presto, però, il suo amore per la scrittura lo spinse a dedicarsi al giornalismo e tra il 1922 e il 1927 collaborò con il “Santa Monica Outlook”, il “Los Angeles Express”, L'”Utica Observer Dispatch” e L'”Elmira Star-Gazette”. Nel 1927 si trasferì a Cambridge, Massachusetts, dove due anni dopo sposò Elizabeth Fowley dalla quale ebbe due figli, un maschio e una femmina. Lì lavorò in un’agenzia di pubblicità fino al 1932 quando decise di rimettersi a scrivere. Dopo essersi fatto conoscere e apprezzare come autore di racconti per le riviste pulp, nel 1935 diede alle stampe il suo primo romanzo, Murder with Pictures (L’occhio indiscreto), nel quale introdusse il suo personaggio più famoso, il fotoreporter Kent Murdock. Fu per lui l’inizio di una lunga carriera letteraria durante la quale pubblicò 63 opere, 23 con Murdock come protagonista. Altri personaggi creati dalla sua penna sono Jack “Flashgun” Casey, anch’egli fotografo ma molto più “duro” di Murdock, Sam Crombie e Max Hale. Tra il 1936 e il 1938 Coxe venne messo sotto contratto dalla MGM in qualità di sceneggiatore, attività che svolse a lungo e con successo anche per la radio. Stimato dalla critica e dai colleghi («Il più professionista dei professionisti», lo definì il noto critico e scrittore Anthony Boucher), nel 1964 fu insignito del Grand Master Award dai Mystery Writers of America, associazione della quale era stato presidente nel 1952.

L.

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