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Trovata su bancarella questa ristampa di uno storico titolo della serie “Alfred Hitchcock Presenta“, antologie con racconti estratti dalla celebre Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine di solito curate da Robert Arthur sotto spoglie hitchcockiane.

La scheda di Uruk:

600. Galateo del delitto (A Hangman’s Dozen, 1962) presentato da Alfred Hitchcock [13 gennaio 1976] Traduzione di Elena Spagnol Vaccari
La quattordicesima bomba (Bomb 14, da “AHMM”, agosto 1957) di Jack Ritchie
Il fantasma indulgente (The Forgiving Ghost, da “AHMM”, maggio 1961) di C.B. Gilford
I figli di Noè (The Children of Noah, da “AHMM”, marzo 1957) di Richard Matheson
Una simpatica famigliola (An Attractive Family, da “AHMM”, novembre 1957) di Robert Arthur
Sta’ attento, pollo! (Let the Sucker Beware, # 1958) di Charles Einstein
Una donna dal cuore tenero (Fair Game, da “AHMM”, maggio 1957) di John Cortez
I curiosi fatti che precedettero il mio arresto (The Curious Facts preceding my Execution, da “AHMM”, settembre 1960) di Richard Stark (pseudonimo di Donald E. Westlake)
Il testimone (Your Witness, da “AHMM”, dicembre 1958) di Helen Nielsen
Una bella sbronza (Blockout, da “AHMM”, marzo 1961) di Richard Deming (pseudonimo di Max Franklin)
Smettetela di chiamarmi “Signore” (Stop calling me “Mister”, da “AHMM”, gennaio 1957) di Jonathan Craig (pseudonimo di Frank E. Smith)
L’ultima impresa (The Last Escape, da “AHMM”, luglio 1960) di Jay Street (pseudonimo di Henry Slesar)
Non era una cosa da ridere (Not a Laughing Matter, da “AHMM”, agosto 1958) di Evan Hunter
Un simpatico avvelenamento (Most Agreeably Poisoned, da “AHMM”, ottobre 1957) di Fletcher Flora
L’assassinio del migliore amico (The Best-Friend Murder, da “AHMM”, dicembre 1959) di Donald E. Westlake

La trama:

Tutti dovrebbero conoscere il galateo che regola la nobile arte del delitto: non vi è infatti nulla di più sgradevole di un assassino maleducato, che sporca tutto di sangue e che uccide senza eleganza e buona educazione. Se volete sapere come risolvere i vostri problemi coniugali (veleno), come vestirvi per un assassinio chic (cravatta nera), come eliminare rapidamente il grasso superfluo (coltello), come rovinare un’amicizia perfetta (una bomba fatta in casa), se insomma vi interessa diventare un assassino di gran classe, studiate con cura questo Galateo del delitto in quattordici splendidi racconti.

La Prefazione:

Come sapete, sono da molto tempo uno studioso di metodi criminali; e persone bene informate mi hanno detto di recente che il numero di delitti che si commettono nel nostro paese è incredibile.
A rigor di termini, l’affermazione è inesatta; se non lo fosse, dovrei cercarmi un altro lavoro. In ogni modo, posso assicurarvi che il numero di delitti è probabilmente molto più alto di quanto credano gli organismi locali e nazionali incaricati di far rispettare le leggi. La ragione di questo deplorevole stato di cose va cercata nel fatto che nessuno può includere nel quoziente statistico il delitto perfetto.
Appunto perché il crimine commesso secondo tutte le regole del galateo, rimane sconosciuto e oscuro ho deciso di scrivere questo piccolo saggio per vostra istruzione ed edificazione. Nutro un profondo rispetto per il delitto e per le persone che si dedicano a questo genere d’attività; e perciò deploro il delitto fatto alla carlona. Manca di finesse, di senso della misura; di qualità, insomma.
Quando ci si mette a fare un lavoro, bisogna partire con l’ideò, di farlo bene. Ricordo d’aver letto che il primo delitto di cui si conservi il ricordo fu l’assassinio di un giovanotto per mano di suo fratello. Il fratello non fu molto brillante; dopo poco tutti sapevano quel che aveva fatto, ed ebbe quel che si meritava. Uno dovrebbe prendere in considerazione tutte le possibilità. Nel corso degli anni ho avuto il piacere di conoscere molti tipi di criminali: malversatori, borseggiatori, assassini, e tanti oh! tanti altri. Questi signori — e signore — hanno fatto della mia vita qualcosa di unico. Per opera mia i loro delitti hanno reso parecchi quattrini… a me… ma in fondo al cuore ho sempre carezzato il desiderio di emularli nella loro professione.
Finalmente, posso dire di averlo fatto: ho commesso un delitto perfetto. Senza timore di essere contraddetti, si può affermare che ciascuno desidera d’essere il più bravo nel proprio campo — e in questa professione operante al di fuori delle leggi della società il delitto perfetto è il non plus ultra, la scala reale, la buca fatta in un colpo solo, il goal da centrocampo.
Ho studiato i miei piani per anni, ho lavorato senza tregua per perfezionarmi, per crearmi una reputazione immacolata; e tutto questo in vista di quell’unico atto, di quell’unico grande momento. Finalmente ho raggiunto la meta, finalmente ho…
A questo punto del mio piccolo saggio intendevo spiegare, sulla base dell’esperienza personale, quanto sia difficile commettere un tale atto, illustrare le difficoltà e i pericoli che affronta chi mette piede su questa difficilissima fra tutte le strade; ma, doloroso a dirsi, il mio avvocato mi ha avvertito che il saggio minaccia di trasformarsi in una confessione. Il giudice distrettuale segue con molto interesse i miei modesti scritti.
Temo dunque di dovermi fermare qui; ma visto che siamo arrivati insieme fino a questo punto, spero che mi farete il piacere di continuare la lettura. Posso garantirvi un buon divertimento e qualche discreto brivido.

Alfred Hitchcock

L.

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