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La collana “TimeCrime” (Fanucci) porta in libreria un suo nuovo grande romanzo thriller.

La scheda di Uruk:

La bugia perfetta (If You Knew Her, 2017) di Emily Elgar [febbraio 2017] Traduzione di Tessa Bernardi

La trama:

Quando Cassie Jensen arriva nel reparto di terapia intensiva al St Catherine’s Hospital, Alice Marlowe, l’infermiera che si occupa delle sue cure, ne rimane inspiegabilmente affascinata. Quella fragile donna è stata trovata gravemente ferita in un canale lungo la strada, investita da un’auto pirata, ma il suo cuore nasconde qualcosa di tormentato e oscuro. Nello stesso reparto, Frank Ashcroft ha appena riaperto gli occhi dopo due mesi di coma. Solo un riflesso nervoso, pensano i medici, ma Alice è convinta che il paziente percepisca e comprenda quanto gli accade intorno. È Frank l’unico testimone dei dialoghi tra Cassie e le persone che vanno a trovarla. È lui a ricostruire nella propria coscienza, ora di nuovo vigile, un quadro di rancori, ossessioni morbose, rapporti familiari deteriorati, e a mettere insieme gli elementi che potrebbero far luce su quanto è accaduto a Cassie quella notte, sul ciglio di quella strada. Ed è Frank l’unico custode di un pericoloso segreto. Ma Frank è paralizzato nel suo letto, del tutto incapace di comunicare…

L’incipit:

L’oscurità sembra attirarla a sé, stringendola in un gelido abbraccio mentre scende lungo la stradicciola e si addentra nella notte umida. Ogni volta che inspira, l’aria ghiacciata le folgora i polmoni, e sente le gambe sciolte, sicure della nuova direzione. Ode il torrente che le gorgoglia accanto e i rami delle betulle argentate che le scricchiolano sopra la testa come dita artritiche che si congiungono.
La luna fa splendere la sua faccia picchiettata e gentile e le illumina d’argento il sentiero, come una fata madrina; le sorride prima di svanire ancora dietro le nuvole rapide. Si sente parte del mondo; si muove insieme a lei con disinvoltura, come se una forza invisibile le fosse stata rilasciata dentro con un piccolo sospiro e adesso stesse al passo con la vita. Comincia a canticchiare tra sé, sorprendendosi, un motivetto inventato, infantile; è insensato, ma non le importa né se ne vergogna.
Perché non si era accorta prima di quanto fosse placido il mondo?
Il canticchiare si trasforma in un nome. Lo esclama forte e chiaro: «Maisie!» Poi si zittisce, stavolta chiama più forte: «Maisie!» Ascolta. La stessa quiete notturna è simile a una presenza, tesa e infinita. Da un momento all’altro ci sarà un tramestio nella siepe, il dolce schiocco delle zampe svelte di Maisie che spezza qualche rametto delicato. Per ora c’è solo un silenzio assoluto. Decide di non preoccuparsi; Maisie starà correndo in qualche campo vicino, il corpo irrigidito dall’adrenalina, naso a terra, scodinzolante, sorda a tutto se non alla cacofonia di odori attorno a lei. Sistema la borsa sulla spalla, chiama ancora e continua a camminare lungo la familiare stradina sconnessa.
Il bagliore dei fari dell’auto alle sue spalle la fa trasalire, come se avesse invaso un momento di privacy e l’avesse colta a fare qualcosa che nessun altro avrebbe dovuto vedere. L’auto è familiare. Saluta gettando ombre sull’asfalto, le braccia assurdamente lunghe

L’autrice:

Emily Elgar è cresciuta nelle Cotswolds e ha studiato a Edimburgo, dove ha conseguito il diploma in scrittura creativa presso la Faber Academy. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, ha viaggiato molto lavorando per una ONG. Attualmente vive a Londra con il marito. La bugia perfetta è il suo romanzo d’esordio.

L.

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