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Il trentatreesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo maggio Sherlock Holmes. La soluzione sette per cento di Nicholas Meyer.
Il romanzo è già apparso in Italia, con la stessa traduzione, nel 1976 grazie a Rizzoli. Dopo una ristampa BUR del 1978 il romanzo riappare per Fabbri nel 2002.

La scheda di Uruk:

33. Sherlock Holmes. La soluzione sette per cento (The Seven-Per-Cent Solution, 1974) di Nicholas Meyer [maggio 2017] Traduzione di Argia Micchettoni

La trama:

Un individuo dallo sguardo spento che parla in modo sconnesso, i nervi tesi fino allo spasimo, in preda a manie di persecuzione… Chi riconoscerebbe in questo ritratto l’impareggiabile detective di Baker Street? Eppure è proprio lui l’uomo che il dottor Watson si vede comparire davanti dopo una lunga assenza in una serata primaverile, ridotto all’ombra di se stesso dall’assunzione ormai incontrollata di cocaina. È dunque forse dettato dagli effetti della droga il resoconto sulle malefatte di un certo professor Moriarty, dal quale Sherlock Holmes pare ossessionato. O forse contiene un fondo di verità; difficile capirlo, se quella mente un tempo così limpida non verrà liberata dalle nebbie dello stupefacente. C’è un medico a Vienna, tale Freud, che dicono si interessi dei cocainomani. Un suo consulto potrà aiutare il paziente ad affrancarsi dalla schiavitù della siringa. E, mentre un viaggio a scopo terapeutico sfocerà nell’indagine su una diabolica cospirazione, verrà fatta luce sul periodo più oscuro nella vita e nella carriera del grande investigatore.

L’incipit della Prefazione di Nicholas Meyer:

La scoperta di un manoscritto inedito di John H. Watson può suscitare nel mondo delle lettere scetticismo e sorpresa. È più facile credere al rinvenimento di un’altra pergamena del Mar Morto che non a quello di un altro testo dell’infaticabile biografo.
Certo, si è avuta una tale fioritura di falsi, alcuni dei quali proprio ben fatti, altri semplicemente ridicoli, che la comparsa di un’altra cronaca presunta autentica può far sorgere una specie di infastidita avversione nell’animo dei seri studiosi del Canone. Da dove è saltato fuori questo manoscritto? E come mai non se ne sapeva niente? Ecco le inevitabili domande che gli studiosi si pongono sempre, prima di passare all’elencazione delle migliaia di incoerenze nello stile e nel contenuto che bollano come falso il testo.
Quanto al presente manoscritto, non ha molta importanza che io creda o no alla sua autenticità; se ciò può contare qualcosa, mi permetto di dire che ci credo. Quanto al modo in cui ne sono entrato in possesso, devo ammettere sinceramente che si può parlare di nepotismo, come dimostra la lettera di mio zio che riporto integralmente.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Un sette per cento… legale di Luigi Pachì:

«Con questo volume, il nostro percorso mensile fatto di apocrifi e pastiche sherlockiani, intrapreso nel settembre 2014, giunge a una tappa che non poteva certamente mancare. Si tratta del pastiche The Seven-Per-Cent Solution dell’autore americano Nicholas Meyer. Siamo forse davanti a uno dei più noti romanzi in questo ambito. Non è un inedito per il mercato italiano, ma essendo da tempo esaurito abbiamo pensato che rientrasse di diritto nel nostro programma editoriale. E dopo La soluzione sette per cento, di Meyer proporremo più avanti anche Orrore nel West End, il secondo quaderno delle memorie inedite del dottor Watson, fedele assistente di Sherlock Holmes. Il primo pastiche risale al 1974, il secondo è di due anni più tardi. Un terzo è poi uscito nel 1993 con il titolo di The Canary Trainer, ennesimo manoscritto andato perduto che descrive le avventure di Holmes durante il “Grande Iato” del 1891-94, quando il detective, secondo il Canone, ha girovagato per il mondo cercando di sfuggire ai loschi figuri del professor Moriarty.»

L.

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