Le Edizioni La Ponga presentano una grande iniziativa nella collana “Vintage Pulp”, a cura del gruppo Maelstrom (W. Catalano, R. Chiavini, L. Ortino, G.F. Pizzo): Omicidio dietro le quinte e altri racconti, di Roger Torrey, con la traduzione di Roberto Chiavini.

Presentazione

America, anni Trenta: nel periodo della grande repressione le possibilità di svago sono limitate, così sono nate le riviste pulp, fatte con la carta “polpa di legno”, la più economica, che costano poco e sono molto diffuse. Ce n’è di tutti i tipi: fantascienza, horror, western, avventura, ma le più diffuse sono quelle poliziesche, la più importante delle quali è Black Mask.
Lì scrivono scrittori poi diventati famosi anche in Italia: Dashiell Hammett, Raymond Chandler, Erle Stanley Gardner, Carroll John Daly, Cornell Woolrich. Assieme a loro, sodale, collega e compagno di gioco e (soprattutto) di bevute, Roger Torrey, sconosciuto in Italia e quasi dimenticato anche in patria.
Torrey era in realtà un pianista e aveva lavorato principalmente come accompagnatore di film muti, girando tutta la West Coast da Los Angeles a San Francisco, ma aveva perso il lavoro con l’invenzione del sonoro e quindi si era trasferito a New York per intraprendere la carriera di scrittore: in meno di quindici anni avrebbe pubblicato ben 280 racconti e un romanzo.
Infatti, come musicista amava anche recarsi in locali dove si suonava jazz, alternando ristoranti e night club a bettole e bordelli, e in questa veste aveva incontrato un vasto numero di persone: malviventi, poliziotti corrotti (ma anche qualcuno onesto), donnine facili, disperati dediti all’alcol – vizio che purtroppo avrebbe preso anche lui e che non l’ha più lasciato. Questo campionario gli sarebbe servito come base per i suoi racconti gialli, i cui protagonisti sono modellati su quelle esperienze.
Morì, per alcolismo, nel 1946, all’età di appena 45 anni.
Proporre ai lettori italiani una antologia dei suoi racconti ha dunque il valore di una vera riscoperta culturale, perché se è indubbio che la qualità della sua scrittura è inferiore a quella dei citati Hammett, Chandler o Woolrich, le vivide descrizioni di personaggi e ambienti (giovani ereditiere, vedove non proprio inconsolabili, il mondo della finanza e delle assicurazioni, quello delle corse di cavalli, il detective duro ma onesto,  eccetera) lo pongono nell’Olimpo egli scrittori hardboiled.
Magari un passo dietro a Chandler, magari un po’ spostato rispetto a Woolrich, magari seminascosto da Hammett: ma nella foto c’è anche lui.

L.

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