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Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

La Fanucci resiste ai forti scossoni dell’editoria ormai in alto mare e sfrutta l’uscita del film con Tom Cruise per presentare un’antologia ghiottissima, disponibile su Amazon.

La scheda di Uruk:

La mummia. Antologia di racconti [aprile 2017]
La mummia (Lot No. 249, da “Harper’s New Monthly Magazine”, settember 1892) di Sir Arthur Conan Doyle – Traduzione di Mauro Covetti
Quattro chiacchiere con una mummia (Some Words with a Mummy, da “American Review”, aprile 1845) di Edgar Allan Poe – Traduzione di Mauro Covetti
Prigioniero dei faraoni (Imprisoned with Pharaos, da “Weird Tales”, maggio
-luglio 1924) di Howard Phillips Lovecraft (firmatosi Houdini) – Traduzione di Roberta Rambelli
La stirpe di Bubastis (The Brood of Bubastis, da “Weird Tales”, marzo 1937) di Robert Bloch – Traduzione di Gianluigi Zuddas
Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie (agosto 1824, raccolto in “Operette morali”, 1827) di Giacomo Leopardi
L’anello di Thoth (The Ring of Thoth, da “The Cornhill Magazine”, gennaio 1890) di Sir Arthur Conan Doyle – Traduzione di Mauro Covetti
Un visitatore dall’Egitto (A Visitor from Egypt, da “Weird Tales”, settembre 1930) di Frank Belknap Long – Traduzione di Mauro Covetti
Il piede della mummia (Le Pied de momie, da “Musée des familles”, settembre 1840) di Théophile Gautier – Traduzione di Mauro Covetti
Gli occhi della mummia (The Eyes of the Mummy, da “Weird Tales”, aprile 1938) di Robert Bloch – Traduzione di Gianluigi Zuddas
Atlantan (Heart of Atlantan, da “Weird Tales”, settembre 1940) di Nictzin Dyalhis – Traduzione di Roberta Rambelli

La trama:

Al centro di quella strana camera c’era un ampio tavolo quadrato, colmo di carte, bottiglie e foglie secche di delicate piante, simili a palme. Tutti questi oggetti erano stati assiepati per fare spazio a un sarcofago, spostato dal muro, come s’intuiva dallo spazio rimasto vuoto, e appoggiato di traverso sulla parte anteriore del tavolo. La mummia, un’orribile cosa nera, incartapecorita, simile a una testa carbonizzata su un tronco raggrinzito, era per metà fuori dal sarcofago, e la sua mano, quasi un artiglio, così come lo scheletrico avambraccio, toccava il tavolo. Un vecchio e rinsecchito rotolo di papiro era appoggiato al sarcofago, e di fronte, su una poltrona di legno, c’era il proprietario della stanza, con la testa buttata indietro, gli occhi sbarrati e terrorizzati rivolti al coccodrillo appeso in alto, le labbra livide che ansimavano rumorosamente a ogni respiro.

L’incipit de “La mummia, con la traduzione di Mauro Covetti:

Forse non sarà mai possibile formulare un giudizio assoluto e conclusivo sui rapporti di Edward Bellingham con William Monkhouse Lee, e sulle cause del panico provato da Abercrombie Smith. È vero che abbiamo l’estesa e chiara relazione dello stesso Smith, e le conferme che fu in grado di ottenere dall’inserviente Thomas Styles, dal reverendo Plumptree Peterson, membro dell’Old College, e da quanti poterono dare un’occhiata, seppure fugace, a una cosa o a un’altra di tutta una singolare sequenza di fatti.
Eppure, nella parte più rilevante, la storia si basa sulle sole dichiarazioni di Smith; e la maggior parte dei lettori propenderà per considerare più probabile che un cervello, per quanto equilibrato all’apparenza, soffra di una qualche misteriosa modificazione dei suoi tessuti, di qualche strano difetto funzionale, piuttosto che ammettere che la naturale evoluzione delle cose abbia avuto una battuta d’arresto in pieno giorno all’interno di un celebre e illustre centro di cultura qual è l’Università di Oxford.

L.

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