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Il trentaquattreesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo giugno Sherlock Holmes. L’uomo venuto dall’inferno, di Barrie Roberts.

La scheda di Uruk:

34. Sherlock Holmes. L’uomo venuto dall’inferno (Sherlock Holmes and the Man from Hell, 1997) di Barrie Roberts [giugno 2017] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

È l’inizio dell’estate del 1886 quando giunge all’attenzione di Sherlock Holmes il misterioso caso dell’assassinio di lord Backwater. Secondo la ricostruzione della polizia, il ricco filantropo sarebbe stato brutalmente picchiato a morte da una banda di bracconieri sorpresi nel parco della sua tenuta. Se davvero fosse così, il delitto rivestirebbe scarso interesse per il grande segugio: scaturendo da una pur tragica ma banale circostanza, risulterebbe privo di legami con la personalità della vittima. Al posto di lord Backwater poteva esserci chiunque altro, e in Baker Street non si usa perdere tempo con crimini di basso profilo. Ipotesi più suggestive si delineano quando l’erede del filantropo si presenta a richiedere una consulenza, persuaso che gli inquirenti stiano sbagliando pista. A corroborare i sospetti c’è un oscuro messaggio a proposito di un uomo venuto da un luogo oltremondano. Ecco che negli occhi di Holmes si accende quella scintilla ben nota al dottor Watson. Il segno inequivocabile che non esiterà a scendere anche all’Inferno pur di arrivare alla verità.

L’incipit della Prefazione di Barrie Roberts:

Le circostanze nelle quali sono entrato in possesso di una quantità di manoscritti che sembrano essere del defunto dottor John H. Watson sono state spiegate in un precedente libro, Sherlock Holmes and the Railway Maniac. In sintesi, pare che fossero stati raccolti dal mio nonno materno, che fece parte anche lui come il dottor Watson del Royal Army Medical Corps, e nello stesso periodo.
Prima di dare alle stampe il presente manoscritto mi sono premurato di effettuare tutti i possibili controlli per verificarne l’autenticità. I risultati delle mie ricerche si possono trovare in una serie di note in appendice. Basti dire, per ora, che posso confermare che si tratta davvero del resoconto redatto dal dottor Watson di un caso di cui Sherlock Holmes si era a suo tempo occupato, e di cui finora non era rimasta alcuna traccia se non un paio di accenni in altri scritti già pubblicati dello stesso autore.

L’incipit del romanzo:

Riguardando il folto elenco degli scritti nei quali ho narrato i casi con cui il mio amico Sherlock Holmes ebbe a che fare, scopro di non aver ancora fornito ai suoi estimatori un rendiconto di come risolse quello relativo alla misteriosa morte di lord Backwater. Se mi sono deciso a farlo solo adesso, si deve a due motivi. In parte per l’impressionante crudeltà e la corruzione morale emerse da questa vicenda, ma soprattutto perché volevo evitare di causare imbarazzi a persone tuttora viventi, nonché divulgare informazioni che potrebbero essere utilizzate per infangare ingiustamente la memoria di uno dei più grandi filantropi dell’Impero britannico. Sono gli stessi motivi che mi fanno ritenere ancora necessario ricorrere al nome fittizio di Backwater, dato che la principale vittima di questa infelice storia portava un nome venerato, inciso su targhe di marmo e atti fondativi di tanti istituti benefici sparsi per il nostro paese. Nondimeno, poiché la brillante soluzione di quel caso diede non poca soddisfazione al mio amico Sherlock Holmes, e permise di estirpare un male oscuro profondamente annidato nella nostra vita pubblica, ho ritenuto che valesse la pena di parlarne, sia pure prendendo gli opportuni accorgimenti per non violare la sfera privata delle persone coinvolte nei fatti qui narrati.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Il nostro canone allargato ospita Barrie Roberts di Luigi Pachì:

«Barrie Roberts, nato nel 1939 in Inghilterra, nello Hampshire, ci ha lasciato ormai dieci anni fa. Nella sua carriera, oltre a essere un buon avvocato penalista, è stato anche cantante folk, giornalista freelance e naturalmente autore di romanzi, racconti e saggi, con al suo attivo nove romanzi con Sherlock Holmes e diversi racconti pubblicati tra il 2000 e il 2003 sullo “Strand Magazine”.»

E il saggio Cab vs Tube: i trasporti pubblici londinesi all’epoca di Sherlock Holmes di Robert Vianello:

«Nella Londra vittoriana di Sherlock Holmes i mezzi di locomozione “privati” erano ben poco diffusi: solo nobili facoltosi e importanti istituzioni potevano permettersi il possesso e la manutenzione di proprie carrozze.»

L.

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