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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati questa estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

912. SAS: come un colpo di cammello [SAS 61] (Le complot du Caïre, 1981) di Gérard de Villiers [21 maggio 1981] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Una danzatrice del ventre, molto nota presso i clienti del grande albergo Sheraton, perde all’improvviso tutta la sua avvenenza e si trasforma in qualcosa di inguardabile. È bastato un regalo… una cintura dorata con una grossa fibbia rotonda… per ridurla in pezzi. La cintura le era stata regalata da un uomo. Un maniaco? Un innamorato geloso? Oppure qualcosa di più? E qualcosa di più dev’essere, se la CIA concede a Malko Linge di occuparsi della questione. Malko parte per il Cairo in compagnia del fedele Krisantem, e mentre i due si muovono facendo lo slalom fra pericoli e aggressioni, l’autore ne approfitta per offrire al lettore, come al solito, un quadro impeccabile e affascinante dell’ambiente in cui si svolge la vicenda e anche delle più nascoste motivazioni politiche che muovono i personaggi.

L’incipit:

Fifì Amer batté con violenza un piede a terra, facendo tintinnare i braccialetti carichi di ninnoli verdi che portava alle caviglie. I suoi occhi, ombreggiati da false ciglia lunghe un chilometro, lampeggiavano. Il seno, appena velato dal corsetto di strass del costume di scena, le si sollevava come se volesse balzare addosso al suo interlocutore. Le labbra carnose, aperte in un ghigno, scoprivano i denti bianchissimi, come un cane pronto a mordere. Con i pugni sui fianchi rotondi, la ragazza urlò:
— Fuori dai piedi, cane!
Abu Sayed sopportò l’insulto senza battere ciglio. Quando era necessario, sapeva essere paziente. Col suo vestito attillato, camicia aperta e senza cravatta, le scarpe a punta, e con quel suo aspetto da seduttore, pareva uno di quei cantanti sdolcinati che mandano in visibilio gli egiziani. I suoi lineamenti regolari, incorniciati dai capelli molto lunghi, erano appena un po’ tesi. Solo gli occhi, più scuri del solito, rivelavano la sua esasperazione. Si voltò istintivamente per assicurarsi che la porta del piccolo camerino in cui si cambiavano le danzatrici del locale notturno dello Sheraton fosse ben chiusa. Fifì Amer seguì il suo sguardo e colse l’occasione. Raggiunse con un balzo la porta, la spalancò e, saldamente piantata sui piedi nudi, ripeté:
— Fuori!
La collera abbelliva il suo viso sensuale da cortigiana volgare. Abu Sayed la scostò e richiuse la porta. Non poteva andarsene senza aver fatto ciò che doveva. Stringendo sotto il braccio sinistro il pacchetto che aveva portato, allungò la mano destra e sfiorò l’anca nuda della danzatrice, tra la gonna ricamata e il bolero.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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