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La Longanesi porta in libreria un nuovo grande thriller firmato da Lee Child: Prova a fermarmi, la ventesima avventura di Jack Reacher.

La scheda di Uruk:

Prova a fermarmi [Jack Reacher 20] (Make Me, 2015) di Lee Child [15 giugno 2017] Traduzione di Adria Tissoni

La trama:

Mother’s Rest. Un piccolo paese in mezzo a un immenso campo di grano, popolato da individui scontrosi e lunatici. Jack Reacher si chiede il perché di quel nome particolare, ma nessuno sembra intenzionato a dare spiegazioni. Lungo la strada, Reacher incontra una donna visibilmente turbata: Michelle Chang. La giovane sembra averlo scambiato per un altro e, chiarito il malinteso, si confida: l’uomo con cui stava seguendo un’investigazione privata è scomparso da giorni e, ormai, Michelle teme il peggio. Incuriosito dalla vicenda, Reacher decide di affiancarla nella ricerca e inizia a indagare. Quanto potrà essere complicato, dopotutto. Invece, ancor prima di rendersene conto, verrà risucchiato in una corsa disperata tra Los Angeles, Chicago, Phoenix e San Francisco. Attraverso i più oscuri recessi della rete dovrà vedersela a ogni passo con assassini e criminali… fino a tornare a Mother’s Rest, dove dovrà affrontare il suo peggiore incubo. Forse il giorno in cui aveva conosciuto Michelle avrebbe dovuto voltarsi e ignorare il caso. Sarebbe stato più semplice. Ma la regola per Jack Reacher è sempre la stessa: se vuoi fermarmi… provaci!

L’incipit:

Spostare un uomo grosso come Keever non era facile. Era come cercare di sollevare un materasso matrimoniale. Perciò lo seppellirono vicino alla casa, il che comunque era logico: mancava ancora un mese al raccolto e un’anomalia in un campo sarebbe stata visibile dall’alto. E, per uno come Keever, avrebbero controllato dall’alto. Avrebbero usato aerei da ricognizione ed elicotteri, forse anche droni.
Iniziarono a mezzanotte, per stare sul sicuro. Erano in mezzo a quattromila ettari di nulla e l’unica opera realizzata dall’uomo nelle immediate vicinanze era la ferrovia che andava a est, ma l’ultimo treno passava alle sette di sera, il primo alle sette del mattino. Dunque niente sguardi indiscreti. Su una barra sopra la cabina dell’escavatore erano montati quattro fari, come quelli che i ragazzi montano sui pick-up; insieme creavano un intenso fascio di luce alogena. Perciò neanche la visibilità era un problema.
Cominciarono a scavare la buca nel recinto dei maiali, che era di per sé un’anomalia permanente nel terreno. Ogni maiale pesava novanta chili e aveva quattro zampe. La terra era sempre smossa. Dall’alto non si sarebbe visto niente di strano, neanche con una termocamera: l’immagine sarebbe diventata indistinguibile all’istante per via del calore emanato dagli animali e dai mucchi di escrementi.
Il rischio era molto contenuto
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L’autore:

Lee Child dal 1977 lavora come autore televisivo, ma nel 1996 perde il lavoro presso una società di produzione televisiva e decide di dedicarsi alla letteratura. Il suo primo romanzo, Zona pericolosa, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima; il suo secondo romanzo, Destinazione Inferno, vince il W.H. Smith Thumping Good Read Award. Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti. Vive tuttora a New York City. I suoi romanzi hanno tutti come protagonista il personaggio di Jack Reacher, un ex ufficiale della polizia militare statunitense che, dopo aver lasciato l’esercito, decide di iniziare una vita di vagabondaggi attraverso gli Stati Uniti, libero dai vincoli e dai condizionamenti del “sistema”. Duro come pochi e dotato di un innato senso di giustizia, Reacher si presenta come un cavaliere solitario di altri tempi, che pur non cercando guai è sempre pronto ad aiutare i più deboli e a correre in soccorso degli amici, per poi riprendere il suo cammino senza meta al termine di ogni avventura.

L.

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